Fabri Fibra inaugura il tour 2017 dal Live Club di Trezzo sull’Adda: ecco com’è andata

Fabri Fibra inaugura il tour 2017 dal Live Club di Trezzo sull’Adda: ecco com’è andata

“Buon compleanno, figlio di puttana”, canta in coro la gente. Lui si mette la mano sul cuore. “Vale ancora la pena rappare?”, si chiedeva Fabri Fibra nell’introduzione di “Fenomeno”, il suo ultimo album. “Insomma, ho 40 anni, il rap è una cosa per ragazzini”. Nel giorno del suo quarantunesimo compleanno, Fabrizio Tarducci ha dimostrato che vale ancora la pena rappare una volta superati gli anta. Ieri sera ha inaugurato il tour nei club dal Live di Trezzo sull’Adda, a metà strada fra Milano e Bergamo, e ha piazzato un set di 24 canzoni veloci e ritmate, slogan cantati in coro e ritornelli liberatori. E insomma, per essere uno che rappa “da prima dei social, da prima di Twitter, da prima che ci fossi tu su YouTube”, Fibra se la cava ancora bene.

Fuori dal locale, cartelli affissi dall’organizzatore Friends & Partners ricordano al pubblico che “sono vietate tutte le condotte violente o comunque idonee a danneggiare persone e cose”. Dentro, il Live Club è colmo e bollente. Fibra sale sul palco in tuta e cappellino introdotto da un filmato con un finto reportage sul rap. “Sono sette cazzo di mesi che aspetto questo serata”, è una delle prime cose che Fibra dice al pubblico. Alle sue spalle c’è la grande postazione di DJ Double S e uno schermo che trasmette visuals: un tappeto rosso per “Red carpet”, diti medi per “Vaffanculo scemo”, un cervello per “Equilibrio”, soldi per “Money for dope”, canne per “La pula bussò”, pubblici di concerti per “Come Vasco”, immagini pixelate per “Non fare la puttana”, un toro meccanico per “Pamplona”.

Il suono è essenziale e potente, Fibra poggia il suo rap su voci preregistrate, i pezzi sono riarrangiati e spesso velocizzati, le canzoni si susseguono come uno-due pugilistici con slogan che il pubblico canta in coro. È una “botta” dietro l’altro. A un certo punto arriva un pezzo nuovo, un po’ fumettoso, intitolato “Cazzo vuoi da me”, con versi tipo “Sento odore di Maria quindi preghiamo”. Il pubblico impara subito a cantare: “Eri meglio prima / Cazzo vuoi da me?! / Mi presenti una figa? / Cazzo vuoi da me?!”. Si capisce subito che sarà un concerto divertente e dal ritmo serrato e peccato che debba interrompersi brevemente, dopo un’ora, quando qualcuno spruzza dello spray al peperoncino e si crea un po’ di panico in mezzo alla sala. “Scemo! Scemo!”, intona la gente.

Lo show è diviso in quattro sezioni, intervallate da brevi filmati con un attore che interpreta Fibra sedicenne e la sua lotta per diventare rapper. Eccolo che pensa di rinunciare, eccolo che scrive “Rap in vena” accompagnato dalla domanda “E se avessi mollato tutto?”, eccolo infine che beve whisky e impugna una pistola. Si sente uno sparo, non si sa che cosa sia accaduto. Il pubblico – piuttosto giovane, ma anche famiglie con bambini – è entusiasta per i pezzi nuovi e vecchi. “Sono passati 13 anni da ‘Mr. Simpatia’”, dice il rapper. “Se dopo 13 anni c’è ancora qualcuno che ascolta sto disco un motivo c’è” ed ecco che parte “Applausi per Fibra”. Un altro tormentone è la frase di “Lascia stare”: “Se ti dicono lascia stare, tu che fai, lasci stare?”. Alla fine della canzone Fibra chiede al pubblico di fare la V di vittoria e di vendetta con le dita. In tutto il concerto c’è questo senso di riscatto, ma anche di diversità dagli altri rapper italiani. Il Fabri Fibra di questo tour è uno che ce l’ha fatta e intanto osserva l’assurdità del mondo che lo circonda.

Il finale è tutto per i grandi successi, “In Italia” accelerata e con un ritmo alla “We will rock you” e “Pamplona”. “Grazie di cuore, abbiamo spaccato”, dice il rapper prima di lasciare il palco. Il pubblico intona un altro canto: “Noi non ce ne andiamo se non metti l’ultima”, Fibra e DJ Double S
tornano per “Stavo pensando a te”. “Voi siete il mio vero regalo di compleanno”, dice Fibra prima dei ringraziamenti finali. Un’ora e tre quarti, un gran successo.

SET LIST
Fenomeno
Red carpet
Vaffanculo scemo
Equilibrio
Money for dope
Verso altri lidi
Cronico
La pula bussò
Cazzo vuoi da me
Come Vasco
Dipinto di blu
Ogni giorno
Non fare la puttana
Applausi per Fibra
Mal di stomaco (remix)
Idee stupide
Lascia stare
Alla fine di tutto questo
Bugiardo
In Italia
Vip in trip
Tranne te
Pamplona
Stavo pensando a te

Dall'archivio di Rockol - Fabrizio Tarducci in arte Fabri Fibra
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