Riki, il nuovo album 'Mania' e l'autotune: 'Siamo andati alla ricerca del suono perfetto'

Riki, il nuovo album 'Mania' e l'autotune: 'Siamo andati alla ricerca del suono perfetto'

Riki è già al suo secondo album in studio: il 20 ottobre uscirà "Mania", nuovo lavoro a distanza di appena cinque mesi da "Perdo le parole". Fa strano pensare che il disco arrivi quando la promozione del precedente album non è ancora del tutto conclusa. Dopo la serie di firmacopie estivi (30  incontri), il prossimo novembre Riccardo Marcuzzo - questo il suo vero nome - farà due concerti a Milano e Roma: con quelli chiuderà definitivamente la promozione di "Perdo le parole". Nel frattempo sarà impegnato anche con i nuovi firmacopie, quelli per "Mania", che porterà poi in tour a partirà da febbraio. Il calendario dei nuovi concerti comprende 17 date, alcune multiple, compreso il Forum di Assago.
Il cantante deve convincere di non essere solamente una meteora e di avere tutte le carte in regola per potersi costruire una carriera discografica oltre "Amici" e "Perdo le parole". "In questi mesi siamo andati alla ricerca del suono perfetto da cucirmi addosso, di una dimensione unica che potesse al meglio identificarmi", dice lui, che ha lavorato al disco nei ritagli di tempo tra un impegno e l'altro.

Perché questo titolo?
Perché sono una persona maniacale, soprattutto nel lavoro: cerco la precisione a tutti i costi, voglio che sia tutto perfetto. Per questo disco ho curato ogni cosa in prima persona: dalla grafica alla comunicazione. E anche gli stand che i fan troveranno fuori dai concerti, le magliette, le felpe, i gadget...

E la musica?
Anche: con questo disco ci tenevo a creare il mio suono. Ho voluto farlo uscire subito, a distanza di pochissimo tempo dal primo, perché avevo l'esigenza di mostrare un lato di me che la gente ancora non conosceva.

Musicalmente parlando, che disco è? Quali sono le differenze principali rispetto al precedente?
In "Perdo le parole" c'erano meno ballad. Invece qui ce ne sono parecchie: sono ballate italiane mischiate a pezzi più "up". C'è sempre la presenza di elettronica, ma gli arrangiamenti sono maggiormente curati: volevo che uscisse fuori un lavoro più attento.

Dove  hai trovato il tempo per lavorare a queste nuove canzoni in soli cinque mesi?
Il tempo era poco, è vero: ho lavorato giorno e notte, ho cominciato a fine agosto e sono andato avanti fino alla prima settimana di ottobre. Ma è un disco che viaggia quasi in parallelo con l'altro, almeno nella mia testa. Nel primo disco erano finiti brani praticamente già "pronti": bisogna solamente sintetizzarli e produrli. Allo stesso modo, anche in "Mania" ci sono canzoni che avevo da parte da tempo: le ho tirate fuori dal cassetto e le ho sistemate. Poi ci sono anche canzoni nuove, scritte in questo periodo. In realtà le lavorazioni sono state più semplici del precedente: "Perdo le parole" lo avevo registrato in situazioni assurde e in orari strani, dopo le lezioni nella scuola di "Amici". Quel disco volevo registrarlo con il mio produttore, Riccardo Scirè, che doveva scendere da Milano a Roma appositamente per venire a lavorare con me: però dovevamo fare i conti con gli impegni del programma... Qui, invece, io e Riccardo siamo riusciti a incastrare tutto.

Come nasce il vostro sodalizio?
Riccardo l'ho conosciuto prima di partecipare ad "Amici". Dopo l'università avevo aperto uno studio di design: investivo nella mia musica i soldi che guadagnavo con quel lavoro, per arrangiare i pezzi e portarli in giro come provini. A Milano avevo trovato uno studio di registrazione che poteva darmi una mano e lì ho incontrato lui. È nata un'amicizia e una stima reciproca: già prima di "Amici" avevamo cominciato a lavorare alle mie canzoni...

Come lavorate in studio di registrazione? E come vengono fuori le canzoni?
I testi e le musiche li scrivo io.

Nei crediti dei brani Riccardo Scirè è accreditato come autore delle musiche, insieme a te.
Prima che io entrassi ad "Amici" lui mi aiutava, investiva del tempo per me, ma lo faceva gratis. Ad un certo punto, dopo il programma, gli ho detto che mi sembrava giusto ricompensarlo per il lavoro. Ora funziona così: quando scrive, bene, altrimenti sono cose mie. Abbiamo fatto questo accordo.

Anche la produzione è curata da Riccardo Scirè: lì, invece, quanto c'è di tuo?
C'è uno scambio di idee: ho gusto, sulle produzioni influisco molto. È una collaborazione quasi alla pari.

Il suono delle canzoni di "Mania" è molto elettronico, strizza l'occhio alle produzioni pop internazionali: ti sei ispirato a qualche artista in particolar modo?
Le influenze sono varie: abbiamo guardato anche al mercato arabo e ad alcuni gruppi svedesi sconosciuti...

Usi l'autotune?
In realtà no. Può sembrare così, infatti a volte chiedevo a Riccardo: "Fammi sentire la registrazione nuda...". Sono frequenze della mia voce in una certa produzione. Forse ci sono piccoli aggiustamenti. C'è quando lo abbiamo voluto usare, ecco, per l'intro e l'outro e i pezzi più uptempo.

È vero che non suoni strumenti musicali?
Sì, è vero. Ho una melodia in testa, la "mastico" tra me e me, la canto e la ricanto per vedere se mi piace e poi ci metto su il testo. Dopo subentra Riccardo: vado in studio, gliela canto e lui con la chitarra mi tira fuori gli accordi.

Pensi di prendere lezioni, prima o poi?
Certo, è una cosa che mi manca: devo imparare e non vedo l'ora di farlo, assolutamente.

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