Sorpresa: a Natale si vendono dischi

La stampa quotidiana, nei giorni scorsi, aveva dipinto il diavolo più brutto di quanto effettivamente fosse. Natale, si diceva, avrebbe portato fortuna all’hi-tech, svuotando i magazzini dei negozi specializzati di telefonini 3G, lettori iPod, fotocamere digitali, televisori a schermo piatto e accessori per computer (così è stato, effettivamente). Mentre sarebbero stati sangue sudore e lacrime per libri e dischi (-10 % rispetto all’anno scorso, secondo le proiezioni di qualche istituto di ricerca), oltre che per l’abbigliamento, il settore più colpito dalla crisi. A quanto pare, invece, le cose non stanno proprio così: in periodo di portafogli striminziti, di cinghie tirate e di umori malinconici, il Cd si conferma articolo-regalo privilegiato dell’ultima ora, grazie al costo contenuto (relativamente ad altri prodotti ad alto valore aggiunto, quantomeno). Non sembra neppure sia stato necessario manovrare più di tanto la leva del prezzo, che il trade ha mantenuto più o meno stabile (fa eccezione il box dei Nirvana “With the lights out”, 3 Cd e 1 Dvd, che certi rivenditori specializzati vendono ad un prezzo stracciato da centro commerciale, sotto i 50 euro). Né sfoggiare in vetrina un super best seller che tira la volata a tutti gli altri. “Gli anni scorsi c’erano Vasco Rossi o Adriano Celentano in fuga”, conferma il presidente di Sony Music Franco Cabrini. “Quest’anno Celentano stesso si divide il grosso delle vendite con la raccolta di Battisti, i Blue e Robbie Williams, e c’è spazio per tutti”.
I principali rivenditori milanesi confermano le buone notizie: Messaggerie Musicali, in Corso Vittorio Emanuele, registra vendite in crescita del 10 % rispetto allo stesso periodo del 2003. “Per quanto ci riguarda”, racconta il direttore Alfredo Conti, “questo è il Natale del disco e del Dvd musicale. Molto più che dei libri, forse perché l’offerta musicale in questo momento è più allettante. Negli ultimi dieci giorni sono esplosi Celentano, la raccolta di Battisti e la ‘Platinum collection’ di Mina, Blue e Robbie Williams tra gli stranieri meglio degli U2. La discografia stavolta si è mossa bene, con prodotti invoglianti offerti a prezzi contenuti”. Fnac, in via Torino, calcola un incremento del 15/20 % a dicembre per i prodotti musicali, con un’impennata del 28 % nella settimana prenatalizia. “Forse attiriamo più clienti di altri grazie anche alla gamma completa in assortimento: da noi si trovano pc, lettori mp3, telefonini e tutto il meglio dell’hi-tech” dice Nando Posa, buyer Musica della catena francese. “Battisti, Robbie Williams, Blue e Celentano”, conferma Posa, sono i quattro moschettieri che dominano gli acquisti natalizi. “Ma nei mesi precedenti siamo andati ancora meglio: a Natale entrano in gioco i consumatori occasionali, che favoriscono i generici più che gli specialisti”. Anche Buscemi, negozio storico del centro milanese, tiene le posizioni pur non potendo contare sul flusso di clienti dei grandi empori multimediali. “Stiamo vendendo più o meno come l’anno scorso”, conferma il titolare Mario Buscemi. “I nostri timori per fortuna si sono rivelati infondati. I prezzi? Nirvana a parte, che tutti o quasi si sono messi a vendere a prezzo di costo, nessuno li ha abbassati per stimolare la domanda. E sul mercato non vedo grandi novità: come ogni anno, il Natale è il momento delle raccolte”. E dei Cd in genere. “I tabulati mettono il buon umore: è da gennaio che i nostri problemi si ripresenteranno puntuali”, sospira Cabrini.
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