Sting a IMAGinACTION: 'In tempi difficili come questi la musica è resistenza'

Sting a IMAGinACTION: 'In tempi difficili come questi la musica è resistenza'

Ospite del festival internazionale del videoclip "IMAGinACTION", in programma tra il 13 e 15 ottobre a Cesena, Sting è stato protagonista di un incontro con appassionati e addetti ai lavori nel tardo pomeriggio di sabato, 14 ottobre, al teatro Bonci, nel centro della cittadina romagnola.

"Sono guidato dalla curiosità e dal fatto di essere prima di tutto uno storyteller", ha spiegato l'ex leader dei Police: "Mi faccio ispirare anche dai musicisti che suonano con me, che artisticamente frequentano diversi generi musicali. Ai concerti faccio sempre i grandi classici dei Police: 'Roxanne' e 'Every Breath You Take' in scaletta non le faccio mai mancare, perché le persone vogliono quelle, e io sono molto gentile col mio pubblico. Qualche nuova canzone, però, la inserisco sempre".

Come molti dei suoi fan sanno, Gordon Matthew Thomas Sumner ha un passato da insegnante di inglese e disegno: "Come insegnante ho imparato che in classe la cosa più importante è entusiasmare: cercavo di ottenere questo, a prescindere dall'argomento della lezione, e sul palco è la stessa cosa. Il mio primo lavoro è divertire: l'insegnamento viene dopo".

"Io rispetto le regole della musica, ma per creare a volte devi trovare una strategia inaspettata", ha proseguito l'artista: "Non so mai come creo una canzone, ma cerco di mettermi nelle condizione di essere fortunato, studiando e approfondendo, ma la migliore musica resta sempre una pura casualità, per me".

Sting, lo sappiamo, è da sempre impegnato sul versante ecologista: "L'agricoltura biodinamica è essenziale per la sopravvivenza della nostra specie, dobbiamo averne più cura", ha detto il cantante e bassista, "Sono molto 'campagnolo', sogno sempre il prato verde e gli alberi, e dobbiamo rispettare la terra anche quando la coltiviamo".

"C'è una lunga storia di inglesi che vengono in Italia e se ne innamorano", ha dichiarato Sting, che da anni ha scelto la Toscana - dove si trova la sua tenuta, Il Palagio - come sua seconda casa: "Io sono come Lord Byron, in Toscana produco olio e vino: grazie a questo in italia mi sento a casa". E sempre a proposito del Belpaese e delle sue icone: "Pavarotti è venuto a casa mia dicendomi di essere a dieta: da mangiare ha voluto un pollo intero. Per me è stato un onore: mi manca molto e penso che sia insostituibile".

Ma nei ricordi di Sting non c'è solo il Tenore: "Di Zucchero amo la voce, penso che sia autenticamente blues: una delle sue canzoni che preferisco è 'Muoio per te'. Poi lui produce aceto balsamico, io vino: ce li scambiamo".

"Prima di essere una rockstar ero una persona normale, avevo molti interessi e le mie canzoni parlano di questi argomenti. Non mi interessa cantare di macchine o della mia ragazza", ha spiegato l'ex Police, ribaltando lo stereotipo della rockstar: "Non riascolto le mie canzoni, e quando le riascolto è come se vedessi mio figlio, e non me stesso".

Uno dei passaggi più interessanti del suo intervento Sting l'ha dedicato ai giovani che vogliano fare della musica un lavoro: "Non cercate di essere ricchi e famosi". Senza dimenticare di aggiungere, subito dopo, una nota di humor decisamente britannico: "Certo, detto da me...".

"Ora la musica è meno potente che negli anni passati, ma in tempi difficili come questi la musica è resistenza", ha aggiunto l'artista, che - incalzato da Rockol - ha offerto la sua opinione sui video musicali: "Ci sono aspetti negativi nei video: ascoltando una canzone ognuno immagina quello che vuole, mentre nei video vedi tutto, quindi preferisco che siano ambigui. Spesso per me i video sono un vero e proprio dito nel culo: io sono un cantante, voglio cantare, e non mi piace essere filmato. Se solo potessi essere invisibile...".

"Vedere Jimi Hendrix suonare è stata un'epifania che ha cambiato la mia vita", ha ammesso lui: "Ho suonato al Bataclan dopo l'attentato, e l'ho fatto sia per onorare i caduti dell'attacco che per celebrare la riapertura del locale. La prima canzone che ho suonato è stata 'Fragile', la stessa che ho suonato dal vivo dopo gli attacchi dell'11 settembre, quando ho fatto un concerto privato nella mia tenuta in Toscana [diventato il live album "...All This Time", ndr]: quella sera fummo informati che negli attacchi era morto anche un nostro amico, allora abbiamo chiesto al pubblico se fosse il caso di procedere col concerto. La platea si espresse a favore dello spettacolo, e la prima canzone eseguita di 'Fragile'. E' importante essere seri e profondi, e io il mio lavoro l'ho fatto".

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