'La La Land', la proiezione con orchestra dal vivo al Teatro degli Arcimboldi di Milano: la recensione

L’idea di “La La Land Live”, ovvero una proiezione del film pluripremiato all’ultima edizione degli Oscar con un’orchestra che ne interpreta la colonna sonora dal vivo sul palco del teatro, è sorprendente per più di un aspetto. In primo luogo perché fa riferimento a qualcosa – la performance dal vivo della colonna sonora – che rimanda all’epoca pioneristica del cinema; secondariamente perché è una dimostrazione del successo che questa musica ha avuto sin dall’uscita nelle sale del film. Che a pochi mesi di distanza se ne celebri a questo modo soprattutto la parte musicale la dice lunga sui meriti dell’opera geniale di Justin Hurwitz, destinata a lasciare un’eredità importante (già si parla di un adattamento teatrale).

La Florence Art Orchestra diretta da Duccio Bertini è l’ensemble cui è stata affidata l’interpretazione in sincrono delle musiche del film in queste tre date italiane, di cui le prime due svoltesi a Padova e a Milano. Operazione non semplice ed eseguita senza sbavature. Unico aiuto all’orchestra, per invalicabili limiti tecnici, le voci che interpretano le canzoni, che per tutta la durata della proiezione sono quelle originali. Peccato che questa seconda data all’Arcimboldi di Milano non sia da tutto esaurito: il teatro presenta diversi vuoti, e la capienza è circa metà del totale posti disponibili. Pubblico abbastanza giovane, un bel segnale che dimostra come la buona musica possa attrarre diversi tipi di audience a prescindere dai generi.

Contrariamente (credo) a tutti gli spettatori presenti, io ho visto il film per la prima volta in questa occasione (per una combinazione di fattori ne conoscevo invece già la musica); non posso perciò fare un confronto tra l’ascolto della colonna sonora nella versione originale al cinema e quello sperimentato in questa occasione.  Difficile disgiungere i meriti del film e delle relative musiche originali da quelli dell’interpretazione dell’orchestra, a suo agio all’interno di stili diversi, anche se forse leggermente sottotono quando si trattava di esprimere maggiore potenza.  Nel complesso tutto molto godibile: l’applauso convinto strappato al pubblico al termine della proiezione ha dimostrato che la combinazione è interessante e funziona.

(Luca Perasi)

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