USA, la rivolta di band e cantanti dopo la strage a Las Vegas: 'Ora leggi più severe sul controllo delle armi'

USA, la rivolta di band e cantanti dopo la strage a Las Vegas: 'Ora leggi più severe sul controllo delle armi'

Decine di artisti americani di alto profilo, tra i quali Lady Gaga, Moby, Chainsmokers, John Mayer, e altri si sono espressi molto duramente perché il governo degli Stati Uniti adotti norme più severe per il controllo delle armi dopo la strage avvenuta la sera dello scorso primo ottobre a Las Vegas, quando un cittadino statunitense incensurato, il sessantaquattrenne Stephen Paddock, per ragioni ancora al vaglio degli investigatori da una camera dell'hotel Mandalay Bay ha fatto fuoco con diverse armi automatiche sulla folla che stava assistendo al festival di musica country Route 91 Harvest, mietendo almeno 58 vittime e ferendo altri 500 spettatori.

"E' terrorismo puro e semplice", ha spiegato la Mother Monster: "E il terrore non fa distinzioni di razza, genere o religione. Democratici e repubblicani, per favore, unitevi ora".

"Abbiamo bisogno di amore, unità, pace, e del controllo delle armi", ha spiegato Ariana Grande, involontaria protagonista del sanguinoso attentato a Manchester dello scorso 22 maggio: "La gente deve guardare quello che è successo oggi e chiamarlo con il suo nome: terrorismo".

"Quante sparatorie di massa devono ancora accedere?", si chiede Moby: "Quante vite devono ancora essere interrotte? E quante famiglie distrutte? Abbiamo bisogno di una sana e razionale legge sul controllo delle armi. La National Rifle Association [l'associazione di categoria dei produttori di armi statunitense, ndr] e tutti i repubblicani che si oppongono a questo provvedimento hanno le mani sporche di sangue. Le sparatorie di massa sono il male, fare leggi che le permettano è peggio".

Ecco altri messaggi di artisti intervenuti sul tema:

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