Horrors - la recensione di "V"

A volte ci si sente soli a essere voci fuori dal coro... eppure nonostante le molte critiche positive, a noi questo nuovo disco degli Horrors non ha lasciato tutto questo entusiasmo addosso. Ecco perché:

Camaleontici. Imprevedibili o quasi. Gli Horrors amano da sempre cambiare pelle o, comunque, tentare di spiazzare. E infatti, nella loro miglior tradizione, lo fanno anche con questo quinto album da aggiungere al loro medagliere. Chi per caso li ricordasse come una garage band con striature gotiche, magari avendoli ascoltati solo all’epoca dei loro esordi, avrà una notevole sorpresa: “V” è un disco che sembra scritto, suonato e inciso da una band completamente diversa. La stessa formazione che ha esplorato nei lavori precedenti – e in diverse misure – garage rock, dark, post punk, shoegaze, electro, kraut e psichedelia, ora si getta a pesce e con un trasporto totale su sonorità rock/pop anni Ottanta, intrise di scampoli di new wave commerciale e patinata.

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