Miley Cyrus - la recensione di "YOUNGER NOW"

"Younger now" è il nuovo album di Miley Cyrus, ideale sequel di "Bangerz" del 2013 e di "Miley Cyrus and her dead petz", il disco inciso nel 2015 insieme ai Flaming Lips. Anticipato da una manciata di singoli, da "Malibu" a "Week without you", passando per "Inspired" e "Younger now", questo nuovo album rappresenta l'inaugurazione della terza fase della sua carriera, quella adulta: dopo la Disney e la trasgressione, la cantante ritorna alle radici americane, al country di papà Billy Ray, ma con un nuovo occhio. Ecco perché:

Miley, che in passato si è presentata più volte nuda di fronte agli obiettivi delle macchine fotografiche e delle telecamere, qui si spoglia davvero, ma musicalmente parlando: del pop elettronico di "Can't be tamed" e di "Bangerz" non c'è davvero traccia, negli undici brani di "Younger now". Il suo nuovo album è un disco country, folk (anche la copertina, molto anni '70, richiama quel mondo lì), dai suoni più acustici e dai toni meno urlati e più sussurrati, con cui l'ex stellina Disney punta a sorprendere proprio come ha sorpreso Harry Styles con il suo album solista dopo gli One Direction: "La mia preoccupazione principale non erano le radio, stavolta", ha detto.

 

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