NEWS   |   Pop/Rock / 27/09/2017

Frank Zappa, il figlio Dweezil si chiama fuori dall''operazione ologramma': 'Non mi hanno avvisato, e non ne voglio sapere'

Frank Zappa, il figlio Dweezil si chiama fuori dall''operazione ologramma': 'Non mi hanno avvisato, e non ne voglio sapere'

E' in corso una vera e proprio guerra nello Zappa Family Trust, l'associazione di eredi che amministra il patrimonio (artistico e non solo) del grande compositore e performer scomparso nel 1993: Dweezil Zappa, uno dei figli di Frank, noto ai più per essere l'animatore dello show "Zappa plays Zappa" dove vengono riproposti dal vivo i successi del padre, in un lungo posto sui propri canali social ha fatto sapere di essersi dissociato dall'operazione che potrebbe - il condizionale, a questo punto, è d'obbligo - vedere l'illustre genitore tornare (virtualmente) sui palchi sotto forma di ologramma.

Che i rapporti tra Dweezil e i familiari fossero piuttosto tesi non è una novità: qualche tempo fa la fondazione lo obbligò a cambiare il nome del suo tour da "Zappa Plays Zappa" a "Dweezil Zappa Plays Frank Zappa", provvedimento che lui accolse polemicamente ribattezzando ulteriormente il suo spettacolo in "Dweezil Zappa Plays Whatever The F@% He Wants: The Cease And Desist Tour" ("Dweezil Zappa suona il cazzo che gli pare: il 'Diffida tour'"). Ora, però, le distanze tra lui e il resto della famiglia paiono ormai insanabili.

"Pare che possedere il mio nome ormai non gli basti più", afferma l'amareggiato Dweezil: "Facendo leva sullo status di fondazione hanno cercato di creare un'immagine olografica di nostro padre da sfruttare sui palchi di tutto il mondo. Dai comunicati che hanno diffuso, sembra che io sia parte di questa operazione: come molti dei fan di mio padre, ha saputo di questa iniziativa dai social network. Non sono mai stato contattato dalla fondazione, infatti, né gli ho mai dato il permesso di usare il mio nome. Per la cronaca: di partecipare a questa versione digitalizzata di mio padre non ne voglio sapere".

"Negli ultimi 36 anni ho usato il mio nome nel campo della musica dal vivo, e ora due miei familiari [il fratello Ahmet e la sorella Diva, ndr] pretendono di possedere il mio nome proibendomene l'uso", ha proseguito Dweezil, facendo sapere che lo scontro, a brevissimo, potrebbe trasferirsi dalle pubbliche dichiarazioni alle aule dei tribunali: "Per prima cosa, devo difendermi".

Rockol scrisse dei disaccordi dei fratelli Zappa anche per il documentario finanziato tramite Kickstarter: pochi giorni dopo ne parlò anche il New York Times, partendo dalla notizia del titolo dello spettacolo di Dweezil Zappa, modificato - come conseguenza dei disaccordi intestini della famiglia Zappa - da  "Zappa plays Zappa" a "Dweezil Zappa Plays Frank Zappa".

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