La lotta al secondary ticketing e il suo prezzo: polemiche sui Foo Fighters a Londra

La lotta al secondary ticketing e il suo prezzo: polemiche sui Foo Fighters a Londra

Quanto successo ieri sera alla O2 Arena di Londra ve l'abbiamo già riferito nella mattinata di oggi, mercoledì 20 settembre: a centinaia di fan accorsi a vedere lo show col quale Dave Grohl e soci hanno presentato al pubblico britannico il nuovo album "Concrete And Gold" è stato negato l'accesso alla struttura perché privi di un documento di identità valido che certificasse la corrispondenza tra acquirente del biglietto e spettatore.

Un provvedimento, questo, preso direttamente dal management del gruppo - in accordo coi promoter locali - per arginare il ben noto famoso del secondary ticketing, la speculazione online che gonfia a dismisura i prezzi dei tagliandi offerti al pubblico.

In molti, riferisce la stampa inglese, si sono però lamentati: il provvedimento non è stato pubblicizzato a sufficienza, e parecchi fan tanto onesti quanto ignari si sarebbero visti negare l'accesso non per mancanza di onestà ma - piuttosto - per un "buco" nella comunicazione del provvedimento. Nel pomeriggio di oggi sia i Foo Fighters che gli organizzatori dell'evento - l'agenzia SJM - hanno diffuso una nota congiunta ufficiale dove raccontano la loro versione dei fatti, rigettando l'ipotesi della mancata comunicazione e addossando la responsabilità solo agli operatori del secondary market.

"Siamo molto spiaciuti che per lo spettacolo di ieri sera molti fan siano caduti nelle mani di speculatori senza scrupoli, rimanendo esclusi dall'evento a causa di biglietti non validi per un concerto che già aveva fatto registrare il sold out", si legge nel comunicato: "I Foo Fighters, la O2 Arena e la SJM raccomandano calorosamente di rivolgersi solo ai rivenditori ufficiali al fine di non sprecare i soldi guadagnati con fatica".

Generalizzare, in casi come questo, è difficile: l'Evening Standard riferisce del caso di Tori Rosenbaum, che ha acquistato quattro biglietti "girati" poi - ovviamente a titolo gratuito - alla famiglia del proprio fratello perché impossibilitata ad assistere al concerto per un impegno improvviso. "Hanno visto questa ragazzina di quattordici anni venire cacciata via in lacrime", ha spiegato: "Capisco le misure antibagarinaggio, ma questo significa punire i fan della band. E' un problema che si sarebbe potuto evitare, magari dicendo di portare una copia del documento o una delega dell'acquirente. E' stato un casino".

A rimostranze di questo tipo gli organizzatori si sono fatti trovare pronti: "I fan che hanno comprato i biglietti presso le rivendite ufficiali hanno accettato, al momento dell'acquisto, di entrare in possesso di un biglietto nominale. La nostra non è stata una decisione dell'ultimo minuto: l'abbiamo presa affinché i biglietti non venissero rivenduti a prezzi estorsivi. La grande maggioranza dei fan, infatti, ha capito e accettato".

A chiarire come la linea sia stata dettata innanzitutto dai Foo Fighters, e di quanta sia la determinazione della band a combattere il bagarinaggio online anche a costo di andare contro le partnership commerciali, è stata la direzione della stessa O2 Arena: "Su esplicita richiesta del gruppo, tutti i biglietti sono stati controllati in occasione del concerto di ieri sera: a tutti i fan è stato chiesto di mostrare un documento di identità. Questo significa che ad alcuni spettatori che hanno acquistato i biglietti sui siti di secondary ticketing - compreso StubHub, che è nostro partner - non è stato accordato l'ingresso al concerto".

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