Morrissey: in vendita una t-shirt ufficiale polemica con la polizia

Morrissey: in vendita una t-shirt ufficiale polemica con la polizia

Ha scelto - come del resto era prevedibile, conoscendolo - la carta della provocazione, Morrissey, per introdurre il pubblico alla sua nuova prova in studio sulla lunga distanza, "Low in high school", atteso nei negozi il prossimo 17 novembre: dopo la copertina dell'album, violentemente critica nei confronti della monarchia britannica e per questo posta sotto embargo da uno dei maggiori distributori britannici, l'ex leader degli Smiths è tornato a far discutere con un articolo di merchandise messo in vendita nelle ultime ore sul suo negozio online ufficiale.

L'articolo "incriminato" è una t-shirt recante, oltre al nome dell'artista, un'immagine - "pixelata" in modo da rendere irriconoscibili i soggetti ritratti nella stessa - di un agente di polizia che percuote quello che si suppone essere un fermato. La fotografia è corredata dalla didascalia "Chi ci proteggerà dalla polizia?" - titolo, nell'originale inglese, di uno dei brani del nuovo disco.

Il pubblico italiano non potrà non collegare questa boutade a quanto successo lo scorso luglio, quando Morrissey riferì di essere stato "terrorizzato" da un agente di polizia mentre si trovava a Roma. Il cantante spiegò - per bocca del cugino Sam Esty Rayner - di essere stato aggredito senza alcun motivo apparente da un rappresentate delle forze dell'ordine, che avrebbe addirittura minacciato di ucciderlo. Differente, ovviamente, fu la versione fornita dalla Questura capitolina, secondo la quale l'artista, a bordo di una vettura che procedeva contromano, e a forte volecità, in una via del centro storico, si sarebbe rifiutato per quattro volte di esibire i documenti agli agenti intervenuti per identificarlo. Pur ammettendo di aver alzato la voce coi pubblici ufficiali, Morrissey tenne il punto, dichiarando: "L'Italia è al livello della Siria in termini di stabilità morale. Con psicopatici armati liberi per le strade di Roma, i migranti si butteranno presto verso i confini italiani per tornare in Libia".

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