Gizmodrome - la recensione di "Gizmodrome"

Gizmodrome - la recensione di "Gizmodrome"

Da alcuni anni Stewart Copeland (Police) e Vittorio Cosma (Elio e le Storie Tese e tante altre cose) suonavano assieme. Il loro progetto si chiamava Gizmo, era una scusa per suonare assieme e divertirsi. “Poi un giorno”, racconta Cosma, “il mio amico e produttore Claudio Dentes è venuto a trovarmi e mi ha detto che ero pazzo a non fare un disco con Copeland. Ho chiamato Stewart, gli ho proposto di far suonare la chitarra ad Adrian, che per me è un mito e con cui avevo suonato in un Dopofestival, a Sanremo”. Chi chiamare al basso? “Ci è venuta l’idea di coinvolgere qualcuno che non c’entrava niente. Stewart ha mandato un sms a Mark King che nel giro di mezz’ora ha risposto: ci sto”. Il risultato è un disco imperfetto, ma divertente. Senza grandi composizioni, ma suonato da quattro ottimi musicisti provenienti da mondi lontanissimi che si mettono assieme e creano musica in totale libertà. “Dentro questo disco c’è spontaneità, verità e gioia”.

“Vorrei tornare ad avere la testa del ventenne per dire a me stesso: oh, ma che roba hai fatto?!”. La racconta così, Vittorio Cosma. Da qualche mese il compositore, pianista, produttore, partner in crime di Elio e le Store Tese è membro dei Gizmodrome, il gruppo in cui suona le tastiere con Stewart Copeland dei Police, Adrian Belew dei King Crimson e Mark King dei Level 42. Il risultato, l’album omonimo, è spassoso e un po’ surreale, interamente basato sulla spontaneità delle performance che si sono svolte nello studio milanese di Cosma e alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani. È un disco anzitutto di musicisti: loro si divertono e di conseguenza fanno divertire chi li ascolta.

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