Elisa, il racconto completo dei concerti all'Arena di Verona: tutto quello che è successo

Elisa, il racconto completo dei concerti all'Arena di Verona: tutto quello che è successo

Abbiamo visto la serie di concerti con cui Elisa ha scelto di festeggiare i suoi vent'anni di carriera. Il concept, l'idea alla base dell'evento, era interessante: fare più serate, sì, ma tutte diverse. Un modo per fare ordine tra le pagine del suo repertorio: una prima serata pop-rock, una serata acustica e due serate orchestrali (alla prima, vista la grande richiesta di biglietti, ne è stata poi aggiunta una seconda).

In vent'anni di carriera, quelli trascorsi dall'uscita di "Pipes and flowers", l'album di debutto registrato in California, cantato interamente in lingua inglese e ispirato ai suoni del pop rock internazionale, la cantautrice di Monfalcone è riuscita a costruirsi un'identità musicale versatile. Il rock dei primi tre album, le atmosfere acustiche di "Lotus" e "Ivy", il pop di "L'anima vola" o del più recente "On". Suddividere l'evento in tre spettacoli diversi tra loro per suoni e atmosfere avrà costretto il pubblico a fare una scelta su quale tipo di concerto seguire (oppure ad acquistare l'abbonamento per seguire tutte e tre le serate dalla gradinata non numerata, da 80 euro), ma ha dato ad Elisa la possibilità di spaziare molto a livello di arrangiamenti.

Della serata pop rock ve ne abbiamo già parlato qui, raccontandovi anche quello che ci ha detto Elisa dopo il concerto. Aggiungiamo, dopo aver visto le altre due, che ci è sembrata quella meno "esclusiva": la più vicina, a livello di sonorità, agli spettacoli delle ultime tournée nei palasport della cantautrice.

Dalla serata acustica si è avuta la conferma che Elisa è un'artista dotata di una sensibilità speciale: perché anche se la produzione artistica di questi concerti non è tutta sua (si è affidata ad Andrea Rigonat per la serata pop-rock, al tastierista Gianluca Ballarin per la serata acustica e al compositore e direttore d'orchestra Patrick Warren per quella orchestrale) lei non si è limitata a cantare. Ha condiviso con gli altri musicisti idee e intuizioni: "L'idea di fondo era quella dell'integrazione: mettere insieme cose nuove e altre già fatte in passato", ci ha detto. Ed è stato proprio così: la serata acustica è stata in gran parte basata sui due album acustici, "Lotus" e "Ivy", che rappresentano probabilmente i suoi lavori meno immediati ma anche quelli più amati dai fan.

Elisa non faceva un intero concerto acustico dai tempi del tour di "Ivy", era il 2011. In occasione della serata acustica ha così riportato in scaletta canzoni come "Gift", "The marriage", "Yashal" e "A prayer". E offerto alcuni momenti particolarmente suggestivi: l'apertura con la cover di "Hallelujah" (con le ragazze del coro di voci bianche che all'inizio del concerto hanno sfilato tra le prime file della platea tenendo in mano alcune lanterne); una versione di "Rainbow" inedita, con paesaggi sonori creati dai calici di cristallo "suonati" dal coro; e una versione altrettanto inedita di "Labyrinth", impreziosita da un quartetto d'archi e da un finale quasi orchestrale (fiati, archi e coro gospel).

Con Francesco De Gregori ha duettato in "Buonanotte fiorellino", trasformata in una ninna nanna (una versione simile a quella già proposta due anni fa durante il concerto per i quarant'anni di "Rimmel", sempre a Verona): "È una leggenda. Quando sto male ascolto le sue canzoni in loop. E una volta ho avuto anche il coraggio di confessarglielo", ha detto Elisa prima di inchinarsi ai piedi di De Gregori (un principe è pur sempre un principe, no?). Insieme a Fabri Fibra ha cantato la versione di "Anche se non trovi le parole" già contenuta in "Ivy": "Non si direbbe, ma il rap è un genere che io adoro e lui è molto speciale. In Italia ha aperto un grandissimo varco: ha detto, dice e dirà tante cose belle". Tra gli ospiti della seconda serata anche Federico Zampaglione (con cui ha cantato "Per me è importante" dei Tiromancino) e Jack Savoretti (con il quale aveva già condiviso il palco in più occasioni - hanno duettato nella sua "The other side of love" e in una cover di "Sailing").

La serata orchestrale ha visto Elisa giocare sull'effetto sorpresa: "Rainbow", ad esempio, con Corrado Rustici alla chitarra elettrica (è stato il suo primo produttore), è stata impreziosita da venature jazz. Per chi ha sempre ascoltato la versione originale, quella contenuta in "The comes the sun", è stato piuttosto strano ascoltarla in questa versione: e lo stesso discorso vale per "Together", trasformata da pezzo rock chitarristico a una canzone uscita fuori dalla colonna sonora di qualche film di 007: "Quando ho chiesto a Patrick Warren di arrangiarla mi ha guardata e mi ha detto: 'Sei sicura? E come te la immagini, questa?'. 'Inseguimenti, macchine che si scontrano...'".

L'apertura con "Dancing" è stata emozionante: Elisa, in un elegantissimo abito nero, è entrata sul palco insieme al direttore d'orchestra Alessandro Cadario dopo che i 70 musicisti dell'Orchestra Nazionale dei Conservatori avevano preso il loro posto e accordato gli strumenti. Ha raggiunto il centro del palco e quando il pianoforte ha cominciato a suonare le prime note della canzone, dal pubblico è partito un boato (e i flash dei cellulari hanno subito illuminato gli spalti dell'Arena). Un altro bel momento è arrivato su "Quello che non c'è", cantata quasi sottovoce: "Ho scritto sul quaderno io farò sognare il mondo con la musica", ha sussurrato Elisa, nascondendo un sorriso che ha strappato l'applauso del pubblico. Su "L'anima vola" ha raggiunto uno dei lati sul palco e ha cominciato a cantare sotto la pioggia fittissima, facendo scatenare i fan (che non si sono fatti scoraggiare dal diluvio) - se davvero uscirà un dvd delle serate, come lasciato intendere, questo momento non potrà davvero mancare.

Diverse le cover in scaletta: Elisa ha voluto omaggiare i Doors e Jim Morrison ("Il motivo per cui ho iniziato a fare musica", ha detto) con le sue versioni di "Ghost song" e "Indian summer", Lucio Dalla con una cover di "Caruso", Frank Sinatra con "Fly me to the moon" (insieme a Mario Biondi) e Carol King con "You've got a friend" (insieme a Gianna Nannini). Tra gli ospiti della terza serata ci sono stati anche Mauro Pagani (le sue Officine Meccaniche ospitarono le registrazioni di "Lotus", nel 2003 - il Maestro Pagani ha suonato il violino in "A feast for me" e "Forgiveness"), Francesca Michielin ("L'ho scoperta che era una ragazzina", ha ricordato Elisa - hanno duettato in "Distratto" e "L'amore esiste") e Renato Zero (con il quale ha chiuso il concerto sulle note di "Il cielo").

Notevole anche l'atmosfera: il senso di unione, di coinvolgimento, il voler festeggiare insieme. Proprio come recita la scritta sulla locandina: "Together, here we are", "Eccoci qui, insieme". Il pubblico è stato parte integrante degli spettacoli, è stato al centro, e in alcuni momenti la sua partecipazione ha aggiunto bello al bello: basti pensare alle tante sorprese per Elisa che i membri del suo fan club le hanno organizzato. La più bella su "Eppure sentire" (serata acustica), quando dalla platea si sono alzate tante torce illuminate a forma di stella.

Elisa aveva presentato questa serie di concerti come un modo per togliere il piede dal passato e metterlo nel futuro. È stato davvero così: i concerti in Arena l'hanno vista sfogliare l'album dei ricordi, le pagine di questi primi vent'anni, con uno sguardo al futuro. È stata una bella festa e il risultato finale ha ripagato il grande sforzo e il lavoro di squadra che c'è stato dietro. Ora l'aspetta il nuovo album, che non arriverà subito, ma un po' più in là, e sarà il primo che ha visto Elisa confrontarsi con altri autori (ci sono anche Tommaso Paradiso e Calcutta). Difficile capire la direzione, ora: in questi vent'anni ci ha fatto capire che seguire strade rettilinee non le piace affatto.

di Mattia Marzi

Serata acustica, 13 settembre:
"Hallelujah"
"Broken"
"Ti vorrei sollevare"
"L'anima vola"
"Per me è importante" (con Federico Zampaglione dei Tiromancino)
"Gift"
"A modo tuo"
"Rainbow"
"Buonanotte fiorellino" (con Francesco De Gregori)
"Una poesia anche per te"
"Heaven out of hell"
"The marriage"
"Rock your soul"
"Luce"
"Yashal"
"The other side of love" (con Jack Savoretti)
"No hero"
"Anche se non trovi le parole" (con Fabri Fibra)
"Eppure sentire"
"Vieni a vivere con me"
"A prayer"
"Labyrinth"
"Gli ostacoli del cuore"
"Sailing" (con Jack Savoretti)

Serata orchestrale, 15 settembre:
"Dancing"
"Creature"
"Rainbow" (con Corrado Rustici)
"Qualcosa che non c'è"
"Stay"
"Luce"
"Distratto" (con Francesca Michielin)
"L'amore esiste" (con Francesca Michielin)
"Almeno tu nell'universo"
"A modo tuo"
"Ghost song"
"Indian summer"
"A feast for me" (con Mauro Pagani)
"Forgiveness" (con Mauro Pagani)
"Caruso"
"The waves"
"Eppure sentire"
"No hero"
"Fly me to the moon" (con Mario Biondi)
"You've got a friend" (con Gianna Nannini)
"Ogni tanto" (con Gianna Nannini)
"L'anima vola"
"Together"
"Gli ostacoli del cuore"
"Il cielo" (con Renato Zero)

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