Bruce Springsteen, Taylor Swift e il secondary ticketing: sistemi a confronto (e polemiche)

Bruce Springsteen, Taylor Swift e il secondary ticketing: sistemi a confronto (e polemiche)

Quelli scelti da Bruce Springsteen e da Taylor Swift per combattere il secondary ticketing, il "bagarinaggio online", sono due sistemi apparentemente simili ma in realtà molto diversi. Da un lato c'è quello del Boss, che tramite alcuni algoritmi riesce a "verificare" l'identità dell'acquirente del biglietto; dall'altro c'è quello della biondina del pop internazionale, per certi versi più interattivo. Dietro ad entrambi i sistemi c'è Ticketmaster, società di ticketing californiana che nel 2010 si è fusa con Live Nation: e che ora è finita al centro di alcune polemiche. A puntare il dito sono i rivenditori che non sono stati coinvolti nelle prevendite dei biglietti dei concerti di Springsteen e della Swift.

Quando Bruce Springsteen ha cominciato a pensare al suo spettacolo per Broadway, che debutterà il prossimo mese e che andrà avanti fino a febbraio 2018, sapeva bene che la richiesta per i biglietti sarebbe stata enorme e voleva fare in modo che i tagliandi (da 75 a 850 dollari) non finissero nelle mani dei bagarini della rete. Il Boss, in collaborazione con Ticketmaster, ha deciso di vendere i biglietti tramite un sistema anti-secondary ticketing, il "Ticketmaster Verified Fan®". Non una novità: prima di Springsteen se ne erano avvalsi già Foo Fighters e Harry Styles.

Dopo essersi registrato alla prevendita l'utente riceveva una mail di pre-allerta e conferma di accesso alla prevendita e un sms con un codice unico da usare all'atto dell'acquisto vero e proprio. Tutto questo dopo essere stato "verificato" dal sistema, che attraverso alcuni algoritmi doveva "controllare" i dati degli acquirenti (compresi i destinatari delle loro mail e i biglietti acquistati in precedenza) - con buona pace della privacy.

Il sistema sembra aver funzionato: è stato fatto sapere che solo il 3% dei biglietti è finito sul secondary ticketing, un numero assai minore rispetto alle precedenti tournée di Springsteen (a volte è finito sul mercato secondario addirittura il 20% dei biglietti dei concerti del Boss).

La stessa settimana in cui sono stati messi in vendita i biglietti per gli spettacoli di Springsteen a Broadway, Taylor Swift ha annunciato di voler utilizzare un sistema simile per il suo nuovo tour.
Se quello di cui si è avvalso il rocker selezionava i fan unicamente attraverso algoritmi, controllandone i dati, quello di cui ha deciso di avvalersi la popstar - elaborato insieme a Live Nation e Ticketmaster - è più "interattivo": Taylor Swift ha chiesto ai suoi fan "prove di fedeltà".

Battezzato "Taylor Swift Tix powered by Ticketmaster Verified Fan" e presentato con una clip con protagonisti alcuni gatti alle prese con l'acquisto di biglietti online, il sistema prevede che chiunque voglia assicurarsi un posto per un concerto della popstar debba partecipare a tutta una serie di attività legate alla Swift: acquistare il merchandise e i suoi prodotti musicali, twittare, visualizzare video e condividerli, ascoltare le sue canzoni in streaming. Lavorare per la cantante, verrebbe da dire.
Più l'utente sarà attivo, più avrà buone possibilità di guadagnarsi la certificazione di "attivista" e di ottenere dunque la priorità nella fase di prevendita. Alle personalità del music business che hanno duramente criticato il sistema della Swift, l'entourage della popstar ha risposto: "Taylor gratifica i suoi fan postando selfies, invitandoli a guardare i video su YouTube e a scaricare i suoi dischi, cose che i suoi fan già fanno. È una cosa grande".

Tra i rivenditori di biglietti che sono stati esclusi dalle vendite è polemica: hanno accusato Ticketmaster di volersi accaparrare il redditizio mercato secondario. Ticketmaster ha un proprio rivenditore, che è TicketsNow, e nel 2013 - come già riferito da Rockol - ha lanciato un nuovo servizio chiamato TM+. Se fino a qualche anno fa i clienti dell'agenzia di ticketing dovevano ricercare separatamente i biglietti ancora invenduti e quelli rimessi in circolo per ogni concerto o evento sportivo a cui desideravano partecipare, da quando è stato lanciato TM+ possono visionare gli uni e gli altri in un colpo solo su una mappa, sullo schermo del computer. Verificando così se vale la pena pagare un sovrapprezzo per un biglietto rimesso in vendita oppure se è possibile pagare il prezzo nominale per aggiudicarsi un posto ancora disponibile (magari nella stessa area).
I rivenditori hanno fatto notare che per il concerto che gli U2 terranno a Phoenix il prossimo 19 settembre Ticketmaster ha messo in vendita biglietti a 165 dollari per posti appena qualche fila dietro ad altri che di dollari ne costavano 560. "È tutta una questione di guadagno", ha detto Gary Adler, direttore generale della National Association of Ticket Brokers, l'associazione di rivenditori di biglietti. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Ram Silverman, rivenditore di biglietti proprietario della texana Golden Tickets: "Ticketmaster sta cercando di fare di tutto per monopolizzare sia il mercato primario sia quello secondario".

Ma è un altro sistema, promosso sempre da Ticketmaster (che all'inizio dell'anno ha registrato presso la Camera di Commercio del nostro paese la sua filiale italiana), che quando utilizzato sembra mettere a dura prova il secondary ticketing: è quello dei biglietti elettronici nominali, per cui gli acquirenti devono presentarsi al concerto muniti di un documento d'identità e della carta di credito utilizzata al momento dell'acquisto.
Tra gli artisti che si avvalgono di questo sistema ci sono anche gli Iron Maiden: secondo dati di Live Nation diffusi lo scorso marzo in un comunicato stampa della band, il sistema del "paperless ticketing" ha ridotto del 95% il mercato dei biglietti nel mercato secondario. I fan sono sì costretti a fare un passaggio in più nel procedimento di acquisto dei biglietti, ma in questo modo non devono fare i conti con le tariffe spropositate dei bagarini della rete.
Purtroppo Ticketmaster non ha potuto permettere a Springsteen di avvalersi del sistema dei biglietti elettronici nominali per i suoi spettacoli a Broadway. Il motivo è semplice: le leggi attualmente in vigore nello stato di New York vietano il "paperless ticketing".

Dall'archivio di Rockol - I classici del rock: "Born in the USA" di Bruce Springsteen
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FRANCESCO DE GREGORI
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