Ligabue torna sul luogo del delitto: il tour di ‘Made in Italy’ a Milano – RECENSIONE / SCALETTA / FOTO

Ligabue torna sul luogo del delitto: il tour di ‘Made in Italy’ a Milano – RECENSIONE / SCALETTA / FOTO

“È come tornare sul luogo del delitto. Il 14 marzo è stata una seratina così, per me”, dice a fine concerto Ligabue. Quella sera di sei mesi fa, proprio al Forum di Assago, Ligabue era rimasto quasi afono, per poi scoprire di avere un polipo alle corde vocali. Sei mesi dopo, il cantante di Correggio si è preso una rivincita tornando al Forum e uscendone da vincitore: due ore di musica con l’accompagnamento di una band di otto elementi, 24 canzoni, palazzetto pieno ed entusiasta. “Lasciatemelo dire, siete stati veramente MERAVIGLIOSI!”, ha scritto il cantante su Facebook a fine concerto.

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Da quel 14 marzo è successa una cosa importante: Ligabue ha girato il film “Made in Italy”, come il suo ultimo album, con Stefano Accorsi e Kasia Smutmiak. È la storia di Riko, che la sinossi descrive come “un uomo onesto che vive di un lavoro che non ha scelto nella casa di famiglia che riesce a mantenere a stento”, “un uomo molto arrabbiato con il suo tempo, che sembra scandito solo da colpi di coda e false partenze”. A differenza delle date interrotte, il concept non viene presentato nella sua interezza, le canzoni sono inserite qua e là in scaletta e accompagnate dalle immagini in anteprima del film, che uscirà nel gennaio 2018. La storia di Riko si confonde con quella di altri protagonisti delle canzoni di Ligabue e nella prima parte il concerto assume toni springsteeniani, e non per l’accompagnamento modello E Street Band di “È venerdì, non mi rompete i coglioni”, ma per la carrellata di personaggi che fanno i conti con il loro tempo, cercando di vivere in modo dignitoso. È un concerto sull’eroismo del quotidiano.

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Il filmato introduttivo mette nello stato d’animo giusto. I personaggi del film rispondono alle domande “Come sono arrivato qui?” e “Che cosa ci faccio qui?”. Le risposte a quest’ultimo quesito vanno da “Evito gli schizzi di merda” e “La mia parte”. Ligabue è accompagnato dai due chitarristi Federico Poggipollini (il più acclamato a fine concerto) e Max Cottafavi, Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria, percussioni), più occasionalmente la sezione fiati formata da Massimo Greco (tromba e flicorno), Emiliano Vernizzi (sax tenore), Corrado Terzi (sax baritono). Dietro alle sue spalle sta un grande schermo a sviluppo orizzontale, non usato in tutte le canzoni. Di fronte, una passerella che s’allunga verso il pubblico, usata per i pezzi acustici e le strette di mano.

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La band sembra aver preso a modello ora certo rock anni ’70, ora la E Street Band, con qualche pezzo dal riff particolarmente marcato, come quello di “Quella che non sei”. Alcuni canzoni hanno code aggiunte per permettere di intonare nuovamente i cori. Il pubblico accoglie con entusiasmo quasi tutti i pezzi, anche i più recenti, e intanto sullo schermo scorrono le immagini di Riko/Accorsi con gli amici in Segway per le strade di Roma o in una ex fabbrica dismessa, a chiedersi forse dov’è finito quel mondo. “Sogni di rock’n’roll”, fatta da Ligabue da solo sulla passerella, inaugura un parte più intimista, con lo schermo che durante “A modo tuo” trasmette le immagini dello smartphone usato dal cantante per riprendere il pubblico.

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Inizia la parte finale. “È un viaggio nel millennio scorso”, spiega Ligabue, “quando un giovane ragazzo di provincia si avventurava sui palchi così così di tutta Italia e c’era il momento acustico. Adesso voi vi ribeccate, nel 2017, il momento acustico”. Arrivano “Non è tempo per noi” e “Lambrusco e pop corn” con certi cori che all’epoca in cui il giovane ragazzo di provincia eccetera eccetera erano riservati a Baglioni. Tutti in piedi, infine, per “Ballando sul mondo”. Quando Ligabue torna per i bis, si siede a bordo palco e attacca “Certe notti”. Cantano tutti, ma proprio tutti, dal settantenne con la fascia del Liga in testa alla ragazza che si scatta selfie facendo la duck face. Si replica stasera.

SET LIST
“La vita facile”
“Mi chiamano tutti Riko”
“È venerdì, non mi rompete i coglioni”
“Ho messo via”
“L'odore del sesso”
“Happy hour”
“Ho fatto in tempo ad avere un futuro”
“G come giungla”
“Quella che non sei”
“I ragazzi sono in giro”
“Sogni di rock’n’roll"
“A modo tuo”
“Ho perso le parole”
“Piccola stella senza cielo”
“Questa è la mia vita”
“Made in Italy”
“Un'altra realtà”
“Il meglio deve ancora venire”
“Non è tempo per noi”
“Lambrusco & pop corn”
“Balliamo sul mondo”
“Tra palco e realtà”
“Certe notti”
“Urlando contro il cielo”

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