NEWS   |   Pop/Rock / 08/09/2017

Radiohead, roadie morto per il crollo del palco: è polemica. La band: 'Siamo sconvolti'

Radiohead, roadie morto per il crollo del palco: è polemica. La band: 'Siamo sconvolti'

Non andrà avanti la causa in tribunale legata alla morte di Scott Johnson, il roadie 33enne che nel giugno del 2012 perse la vita a causa del crollo del palco sul quale di lì a poche ore avrebbero dovuto esibirsi Thom Yorke e soci, a Downsiview Park, nei pressi di Toronto.

Il processo andava avanti da ormai cinque anni, a causa di ritardi e continui rinvii: l'accusa aveva ritenuto responsabili della morte del roadie Live Nation (la società che organizzava il concerto, l'ultimo del tour nordamericano in supporto all'album "The king of limbs"), l'ingegnere Domenic Cugliari e la società di costruzione palchi Optex Staging. E proprio Live Nation, un anno fa, aveva chiesto di far cadere le accuse in base alle nuove norme sui ritardi di giudizio nei processi, ma la richiesta della società di live entertainment era stata respinta.

Lo scorso giugno tutti i precedenti provvedimenti erano stati dichiarati nulli e il processo ripartito daccapo: il giudice della Corte di Giustizia dell'Ontario che se ne stava occupando era stato nominato membro della Corte Superiore e per questo motivo non avrebbe più potuto esprimersi. L'avvocato della difesa aveva fatto sapere che avrebbe proceduto con una nuova richiesta e il procuratore aveva fissato un'udienza per la fine di agosto.

Ad esprimersi sulla vicenda è stato, stavolta, il giudice Ann Nelson della Corte dell'Ontario. Lo scorso martedì, in un fascicolo di 21 pagine, il giudice ha fatto sapere che il sistema giudiziario non è riuscito a risolvere la vicenda a causa dei ritardi che hanno violato i limiti temporali per i procedimenti giudiziari che erano stati imposti dalla Suprema Corte del Canada, 18 mesi. Ha dunque deciso che non si andrà avanti con la causa, anche se le accuse nei confronti di Live Nation, dell'ingegnere e della società di costruzione dei palchi potrebbero essere riprese entro un anno.

La decisione del giudice ha sollevato non poche polemiche. Anche i Radiohead hanno fatto sentire la loro voce: i membri della band si sono detti "sconvolti" e hanno affidato ad una breve nota stampa il loro punto di vista sulla vicenda, definendo la decisione "un insulto alla memoria di Scott Johnson, i suoi genitori e la nostra crew".

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