Il Cile torna dopo un periodo difficile con 'La fate facile': 'È l'album della maturità'

Il Cile torna dopo un periodo difficile con 'La fate facile': 'È l'album della maturità'

Sulla copertina del suo nuovo album Il Cile ha il volto semi-nascosto dall'oscurità. Il cantautore toscano è da poco uscito da un periodo di turbolenza che negli ultimi mesi ha messo in discussione il futuro della sua carriera: per un attimo ha pure pensato di ritirarsi. È successo l'anno scorso: "Può essere che sia l'ultimo live che faccio nella mia vita, non so se continuerò a fare il cantante, non ci credo più come una volta. Ma lo volete questo terzo disco?", ha scritto sui social in un momento di sconforto, poco prima di un concerto - il post è stato poi cancellato.
Alla fine ha ripreso il controllo della situazione e ha portato a termine le lavorazioni dell'album: si intitola "La fate facile" ed esce domani, venerdì 8 settembre, a distanza di tre anni dal precedente. "Il mio è un lavoro privilegiato, ma anche molto difficile. Ci sono equilibri delicatissimi che a volte io ho un po' portato al caos. Con questo disco vorrei ripartire da me stesso artisticamente, umanamente e mentalmente", spiega Il Cile a Rockol, "tre anni non sono pochi, ma credo siano stati necessari per dare alla luce l'album che avevo in mente di fare. Sembra una frase fatta, ma lo definirei il disco della maturità. Nel nostro mestiere succede spesso che situazioni contingenti al lavoro dilatino l'adolescenza fino a portarla oltre: è successo anche a me. Scrivendo queste canzoni ho preso coscienza di essere diventato veramente adulto".

Il disco è prodotto da Fabrizio Barbacci, già collaboratore di Negrita, Ligabue e Gianna Nannini: segue Il Cile (all'anagrafe Lorenzo Cilembrini) dai tempi del primo album, "Siamo morti a vent'anni" del 2012. Agli arrangiamenti delle canzoni ha lavorato anche Parix, cantautore-rapper-beatmaker cresciuto musicalmente a Londra e scoperto qualche anno fa da Shablo. "A livello di produzione volevamo cercare qualcosa di originale che combaciasse con quella che è la mia identità artistica. Non è stato facile: per trovare il vestito giusto a determinati pezzi abbiamo fatto un lavoro di cesello, di continuo rimaneggiamento", racconta il cantautore.
La prima anticipazione dell'album è arrivata lo scorso maggio con il video del brano che dà il titolo all'intero disco, "La fate facile". Un pezzo duro e crudo, molto chitarristico, scritto in un momento di riabilitazione. Quando Il CIle ne parla gli trema un po' la voce: "Volevo affacciarmi, riguardare il sole, respirare, tornare a rispettare la vita: nel mio passato l'ho rispettata poco, credendo che un certo stile di vita potesse andare al passo con quello che sono io artisticamente. Questa canzone è il riassunto della mia vita dall'infanzia all'età adulta: ho cercato di mettermi a nudo per far capire il perché di certi miei squilibri, di riprendere in mano la mia vita. La strada è impervia, ma la voglio percorrere tutta: lo devo a me stesso, alle persone con cui lavoro e anche al mio pubblico".

Nel corso di questi tre anni di silenzio discografico il cantautore toscano non è rimasto a girarsi i pollici. Nel 2015 ha firmato alcune canzoni dell'ultimo album dei Negrita, con i quali aveva già collaborato per "Dannato vivere" del 2011 (tra i musicisti che hanno suonato nel disco del Cile ci sono anche due membri della band toscana, Cesare Petricich e Guglielmo Ridolfo Gagliano), e ha cantato il ritornello di "Maria Salvador" di J-Ax: la canzone si è piazzata al quarto posto nella classifica dei singoli più scaricati del 2015, sotto a "Roma Bangkok" di Baby K e Giusy Ferreri, "El perdón" di Nicky Jam e Enrique Iglesias e "Cheerleader" di Omi. "Pensare che sia stata apprezzata da tante persone mi rende orgoglioso, anche perché il ritornello di quella canzone l'ho scritto io. Comunque né io né J-Ax ci aspettavamo un successo del genere...".
E sempre a proposito di collaborazioni: all'inizio dell'anno Il Cile ha firmato come autore una canzone per Syria, "Lontana da te", contenuta all'interno dell'ultimo album della cantante romana. "Ho sempre avuto la fortuna di collaborare con belle persone: Cecilia la conosco da un po' ed è una di queste", dice. Non esclude, in futuro, di poter tornare a scrivere per altre voci: "Il mondo autorale mi ha sempre intrigato".

La scorsa primavera, mentre il suo produttore dava gli ultimi ritocchi al suo nuovo disco, Lorenzo ha fatto i bagagli e ha girato per l'Europa aprendo i concerti del tour degli Afterhours: "Manuel ha dato l'anima in quel tour. Gli Afterhours sono una delle band che hanno fatto parte della mia adolescenza: sul palco hanno ancora una resa importante, inarrivabile per tutti i gruppi rock italiani".
Quando è tornato in Italia ha scritto un lungo post sui social: "Credo che questo sia stato il tour più rock della mia vita, io che partendo da Milano per la prima data a Francoforte avevo in un angolo della mia coscienza la quasi certezza che il rock tricolore fosse premoriente, sedato, dimenticato e soppiantato da fashion blogger finto trasandati prestati alla musica che onanizzano il loro status umano e artistico sui social e altre amenità similari".
Il tour ha fatto tappa anche a Londra, una delle città che hanno segnato l'adolescenza del Cile: "Mia zia viveva lì e d'estate lasciava casa a me e a mio cugino. Erano gli anni '90, l'esplosione del britpop: l'El Dorado, per quelli della mia età", ricorda.

Nel nuovo album non manca una velata critica ai nostri tempi: in "Mamma ho riperso l'aereo" si parla di youtuber, cellulari e dirette sui social. Qualche settimana fa Il Cile ha scritto su Twitter: "Sto per uscire col mio terzo disco e sono sempre più convinto di una cosa: nel mio lavoro la musica non c'entra più assolutamente nulla". Cosa conta, allora? "Era una delle mie solite provocazioni", risponde lui, "quello che voglio dire è che nei ragazzi di oggi noto che quello che interessa, più che il contenuto musicale, è altro: sapere come si veste un determinato artista, le marche che indossa. Odio i matusa e credo che ci debba essere spazio per la novità: ma nel mio piccolo mi piacerebbe cercare di riportare al centro le emozioni, dare dignità artistica alla musica. Scrivere canzoni, anche se 'pop', è un'arte. E io porto rispetto per quest'arte".

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