Il canto tenorile e soul di Benjamin Clementine sorprende il pubblico di Prato

Il canto tenorile e soul di Benjamin Clementine sorprende il pubblico di Prato

I concerti dal vivo continuano ad essere - e nell'era della musica liquida ancora di più - l'unico appuntamento per conoscere da vicino un artista, non solo la sua musica e il suo talento nell'eseguirla, ma anche la sua personalità e l'approccio nei confronti nella sua arte. Ancora oggi, quindi, i concerti dal vivo possono riservare interessanti sorprese e magari ribaltare preconcetti che si erano sedimentati nel corso del tempo.

E' successo per chi scrive nei confronti di Benjamin Clementine, il cantante inglese di origine ghanese, vincitore nel 2015 del prestigioso Mercury Prize e in procinto di pubblicare il suo secondo attesissimo disco (in uscito a metà settembre) che ieri era in concerto a Prato - all'interno del cartellone di SettembrePrato - in Piazza del Duomo.
Spiego meglio: la sua storia di homeless parigino, il suo disco d'esordio, la sua voce tenorile, le sue apparizioni in video, mi avevano dato l'impressione che il giovane Benjamin fosse un artista molto concentrato su sé stesso e che, di conseguenza, anche il suo live set fosse molto freddo e teatrale. E così è stato per i primi due brani “By the ports of Europe” e “God save the Jungle”, che saranno contenuti nel prossimo disco “Tell a fly”, e che parlano del suo cammino nomade e della difficile situazione dei profughi di Calais: struttura e impostazione teatrale appunto, con i tre musicisti che lo accompagnano abbigliati con tute da lavoro come pure le cinque coriste, tutti rigorosamente scalzi compreso Benjamin che entra sul palco ancora buio con la sua camicia bianca con ampi volant e jabeau.
Dopodiché qualcosa cambia, l'artista si scioglie, inizia a interagire in modo divertente e un po' impacciato con il pubblico e ci ritroviamo tutti a cantare il singalong più bizzarro della storia del pop “I'm sending my condolence to feel / I'm sending my condolence to inaugurate ease”.

Il dinoccolato Clementin siede al piano con il suo personale sgabello troppo alto: la sua tecnica non è sopraffina, ma decisamente originale, primitiva e classica al tempo stesso. Nelle sue canzoni si sentono davvero molte influenze: da Erik Satie a David Bowie (“Phantom of Aleppoville”), da Nina Simone (in “London”) a Michael Nyman, passando anche attraverso la drammaticità di certi Radiohead (nell'inedita “Awkward Fish”) e la chanson francaise. L'amalgama con il trio di musicisti non sempre funziona a meraviglia, anche se il suono del clavicembalo e della spinetta conferiscono al suono un fascino magico e classico, e ogni tanto ci domandiamo che ci faccia quel coro che per gran parte del concerto non partecipa. Ma al centro c'è la sua voce tenorile e soul che profuma di Africa sia nei brani dalla struttura più pop (“Jupiter”) sia in quelli più intensi (la bellissima “I won't complain” che da sola quasi varrebbe il concerto).

Clementine alterna le sue liriche e melodie tormentate a siparietti di puro cazzeggio con il pubblico a cui chiede di cantare melodie italiane (“lo so che siete venuti a sentire cantare me” dice Benjamin “ma se non faccio questo mi sembra di fare una cosa troppo importante”) e, come al solito, arriva “Nel Blu dipinto di blu”. In quanto amante di Puccini e del bel canto, non si sottrae poi alla sua versione di “Caruso” di Lucio Dalla (sic). Negli encore chiede al pubblico di alzarsi e venire verso il palco: così tra una buffa chiacchierata e l'altra infila una straordinaria versione di “Adios” e il bis di “By the ports of Europe”, canzone manifesto di questi tempi e di cui sentiremo molto parlare nei prossimi mesi. Abbandoniamo il concerto, smentendo i nostri preconcetti sull'artista e curiosi di ascoltare il prossimo album che vedrà nella produzione anche Damon Albarn (Benjamin Clementine ha cantato nel primo singolo del nuovo album dei Gorillaz).

(Michele Boroni)

SETLIST
By the Ports of Europe
God Save the Jungle
Condolence
Awkward fish
Phantom of Aleppoville
Paris Cor Blimey
Jupiter
London
Nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno)
Caruso (Lucio Dalla)
Nemesis
I Won't Complain

Adios
Cornerstone
By the Ports of Europe

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