Quella volta che Bruce Springsteen andò al Festival di Sanremo

Quella volta che Bruce Springsteen andò al Festival di Sanremo

Il Festival di Sanremo non è particolarmente amato o apprezzato dagli ascoltatori di musica rock, anzi. Eppure, negli anni, sono passati come ospiti gente come Jimmy Page & Robert Plant o i R.E.M., per fare qualche nome. Il Festival viene usato da artisti stranieri, tanto pop quanto rock, come occasione promozionale per presentare i propri lavori. 

Ma l'ospitata più bella, emozionante e per certi versi incredibile del Festival avvenne il 20 febbraio del '96. L'edizione venne vinta da "Vorrei incontrarti fra cent'anni" di Ron e Tosca e la gara viene ricordata soprattuttutto per "La terra dei cachi" di Elio e Le Storie Tese. Vide anche una serie di ospiti di livello: Cranberries, Alanis Morissette, Bon Jovi, Blur,  Take That, Cher, Pat Metheny.  Altri sono stati dimenticati dalla storia (i Babylon Zoo o la Kelly Family). 

Ma nessun ospite fu come quello che aprì la serata del 20 febbraio: Bruce Springsteen. Ricordiamo la sua partecipazione in riviera oggi, perché il Boss ha appena pubblicato un disco dal vivo tratto dal tour di quel periodo, registrato poche settimane dopo, a marzo '96 a Belfast.

Il 21 novembre del '95 Springsteen aveva pubblicato "The ghost of Tom Joad", secondo disco acustico della sua carriera dopo "Nebraska". Quella volta decise però di andare in tour: la E Street Band era stata sciolta da qualche anno, nel '92-'93 andò in tour con un altro gruppo di musicisti, e questa volta decise di fare completamente da solo: voce e chitarra.

Il tour era partito negli Stati Uniti nei giorni della pubblicazione del disco, e sbarcò in Europa il 12 febbraio del '96. Tra le date di Düsseldorf (18 febbraio) e Parigi (21 febbraio), il Boss fece una scappata a Sanremo a presentare il suo disco, in vista delle date italiane del tour (che si sarebbero svolte ad aprile a Milano, Genova e Roma). Quando la notizia si diffuse, i fan si arrabbiarono: Springsteen e Sanremo, nella loro percezione, erano come l'olio e l'acqua. Incompatibili.

Anche Springsteen ne era conscio, e infatti impose condizioni precise, soprattutto per rispettare le atmosfere scure del disco. Chiese di suonare ad inizio serata, a luci quasi spente in teatro, con un solo faro dall'alto, regia semplice (e verificata dal suo staff). Soprattutto chiese di trasmettere in sovraimpressione la traduzione  delle parole della canzone "The ghost of Tom Joad".  Non voleva che la sua proposta venisse confusa il resto dello show, tra una soubrette e un numero comico. 

Nel video si vede un sobrio Pibbo Baudo che parla di letteratura e di Steinbeck per presentarlo e che, emozionato, tenta di trattenerlo a fine performance per provare ad imbastire un'intervista non concordata. Bruce, capelli tirati indietro e pizzetto, ringrazia, sorride e gentilmente se ne va, senza dare corda al presentatore. 

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