Sam Beam non sbaglia un colpo. Rieccolo con un disco contemplativo, caldo come un abbraccio, intimo e raccolto, pieno di chitarre acustiche, suoni di violino, punteggiature di piano e testi che raccontano bellezza e dolore della vita adulta. In concerto il 5 febbraio al Santeria Social Club di Milano.
L’avevamo lasciato con “Ghost on ghost”, un disco chic e sofisticato, rock suonato da musicisti jazz, complesso eppure facile da ascoltare, amabilissimo e per certi versi ambizioso. Lo ritroviamo quattro anni dopo con il suono ridotto ai minimi termini di “Beast epic” e nuovamente accasato presso Sub Pop, l’etichetta che lo lanciò nel 2002. Non è un ritorno alle origini giacché dai tempi del folk disadorno di “The creek drank the cradle” Sam Beam, in arte Iron & Wine, ha imparato che Dio è nei dettagli. E così il suo sesto album va ascoltato con un buon paio di cuffie per godersi il bel colore della voce e gli arrangiamenti magnificamente stilizzati.