NEWS   |   Pop/Rock / 26/08/2017

Quella volta che gli Who si comprarono un cane da guardia, ma…

Quella volta che gli Who si comprarono un cane da guardia, ma…

“Ragazzi, abbiamo speso tutti i soldi che avevamo. Se ce lo rubano, siamo rovinati.”
È il 4 settembre 1965, gli Who sono insieme da poco più di un anno, hanno mille sogni ma poche sterline. Non sono ancora diventati la più grande live band di tutti i tempi, come li definirà qualche anno dopo Eddie Vedder dei Pearl Jam. Hanno investito praticamente ogni sterlina a disposizione in questo progetto perché sognavano di avere a portata di mano uno studio mobile dove poter fissare l’ispirazione quando arrivava. E alla fine si erano decisi. Vedrete che saranno soldi ben spesi, diceva Pete Townshend. Così hanno dotato il loro van di un’attrezzatura all’avanguardia, trasformandolo di fatto in uno studio mobile con i fiocchi.
Però, siccome non era frequente, in quegli anni, possedere un van così ben attrezzato, hanno paura che attiri l’attenzione di qualche delinquentello, così fanno quello che qualsiasi persona dotata di buon senso farebbe: decidono di comprare un cane da guardia, un mastino ringhioso che piazzeranno sul van a ringhiare contro chiunque si avvicini.
Gli Who si fermano alla casa del cane di Battersea, la Dog’s Home. Sono lì che si fanno consigliare, quando vedono il cane che potrebbe fare al caso loro. Eccolo, questo è quello giusto, dicono in coro. Ridono. Voglio vedere chi si avvicina. Ridono di nuovo. Comprano il cane da guardia ed escono felici.
Ehi, ma non avevamo parcheggiato qui? Eh sì, anche a me sembrava. Ci metterei la mano sul fuoco. Avevano ragione. L’avevano parcheggiato lì, il van super attrezzato e adibito a studio mobile. Però qualcuno gliel’aveva rubato, proprio un attimo prima dell’uscita degli Who con il loro bravo cane da guardia.

 

Questo aneddoto è estratto dal libro "Rock bazar - volume secondo" di Massimo Cotto, edito da Vololibero Edizioni (344 pagine, 15,30 euro)

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