NEWS   |   Pop/Rock / 22/08/2017

Quella volta che Lemmy salvò il culo ai Twisted Sister

Quella volta che Lemmy salvò il culo ai Twisted Sister

L’idea di partenza è bella ma difficile da realizzare: Dee Snider vuole che i suoi Twisted Sister si vestano come donne, parlino come uomini e suonino come figli di puttana.
Nel 1982 sono vicini a raggiungere quel risultato, ma ancora lontani dal conquistare la gloria. In America qualcuno li conosce e sta cominciando a far girare la voce, in Gran Bretagna però sono carneadi assoluti. E stavolta sanno di rischiare molto, perché devono aprire nientepopodimenoché per i Motorhead di Lemmy, i cui fan sono noti per essere i più integralisti e intransigenti del carrozzone rock. In sintesi: tutto ciò che sale sul palco, si muove, parla o canta prima dei Motorhead deve diventare bersaglio.
Il 24 luglio 1982, i Twisted Sister se la stanno dunque facendo sotto. Già pensano a come faranno a schivare tutti gli oggetti che arriveranno verso di loro, no: contro di loro.
Sono nei camerini. Qualcuno bussa. È Lemmy. Come dirà in seguito Dee Snider, forse aveva sentito la puzza di merda di chi se l’era fatta nei pantaloni.
“Se vi va, vi presento io...”
I Twisted Sisters non credono alle loro orecchie. Forse questa è la salvezza.
“Salgo sul palco, ma solo se è necessario”, aggiunge Lemmy. Poi sparisce.
I Twisted Sister escono, raggiungono la scaletta che dà l’accesso al palco. Qualcuno prega, qualcuno impreca, tutti salgono. Non hanno altra scelta. Non fanno nemmeno in tempo a collegare gli strumenti che dalle prime file arriva di tutto: lattine, bottiglie, scatole, qualsiasi cosa abbia una consistenza e provochi dolore se ti raggiunge.
La band è disperata. Ecco però che arriva Lemmy dei Motorhead. Il pubblico tace improvvisamente. Non si aspettava quell’apparizione.
Lemmy dice solo dodici parole: “These are some friends of mine from America. Give’em a listen”, questi sono alcuni miei amici che arrivano dall’America. Provate ad ascoltarli.
Il resto è storia.

 

Questo aneddoto è estratto dal libro "Rock bazar - volume secondo" di Massimo Cotto, edito da Vololibero Edizioni (344 pagine, 15,30 euro)

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