Solki - la recensione di "Peacock Eyes"

“Peacock eyes” è il secondo album dei Solki, trio post punk di Prato formato da Serena Altavilla (voce e chitarra), Lorenzo Maffucci (chitarra) e Alessandro Gambassi (batteria e synth) attivo dal 2014. In uscita a tre anni dal precedente “Sleeper grele”, “Peacock eyes” conta nove pezzi chiamati a raffinare sotto tutti i punti di vista l’approccio lo-fi del primo disco. Resta sostanzialmente invariato l’impianto strumentale dream punk indirizzato dalla voce argentina di Serena Altavilla e appoggiato sul contrappunto delle chitarre e sul fraseggio radicale di una batteria ridotta ai suoi elementi essenziali. Su questo tessuto si propagano colori strumentali aggiunti da  Alessandro Fiori, che del disco è anche produttore, durante la registrazione avvenuta per lo più in presa diretta in due giorni di lavoro primaverile presso lo Studio Rudere in Casentino. Registrato e mixato dallo stesso Alessandro Fiori allo Studio Rudere, Casentino (AR) ad aprile e maggio 2016, “Peacock eyes” è stato masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà, Tredozio (FC) a giugno 2016.

Esiste un luogo ideale: un punto di vista sopraelevato, una collina che domina una pianura. Dall’alto si osservano i contrasti: come la vanità nasconda una disperazione, una attenzione mancata; perché il desiderio del possesso sia legato a guardare una persona non per come è ma per come si vorrebbe che fosse; come si possa aver desiderio e sete di persone che non si sa davvero come sono. Si può trovare, appartato in qualche zona scura, il coraggio di ammirare anche il brutto delle cose belle...

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