Taylor Swift, le ultime battute del processo: le arringhe finali degli avvocati delle parti

Taylor Swift, le ultime battute del processo: le arringhe finali degli avvocati delle parti

Si è aperta alle 17 (ora italiana, le 9 ora di Denver) di oggi, lunedì 14 agosto, l'ultima udienza del processo che vede coinvolti Taylor Swift e l'ex speaker radiofonico David Mueller, impegnati in due cause contrapposte: il già Dj di KYGO contro la cantante, che accusa di avergli fatto perdere il lavoro a causa delle sue accuse di molestie, e la voce di "Shake It Off" contro Mueller, accusato - appunto - di averla molestata.

In apertura il giudice William Martinez ha dato le linee guida alla giuria in vista dell'emissione del verdetto, prevista per domani: le decisioni, ha precisato il presidente della corte, dovranno essere prese solo alla luce di prove tangibili e non in base a congetture e pregiudizi maturati nel corso del dibattimento.

Il primo a prendere la parola dopo il colloquio preliminare che ha coinvolto solo il giudice e i due legali è stato Gabe McFarland, avvocato di Mueller.

McFarland, in apertura della sua arringa, ha sottoposto ai giurati la foto incriminata che lo ritrare con la Swift, facendo notare come nello scatto non ci siano prove che il suo assistito abbia sollevato la gonna della cantante per molestarla. Inoltre, nessun testimone avrebbe affermato, durante la sua deposizione, di aver effettivamente visto Mueller sollevare la gonna della Swift: l'espressione dell'artista, poi, non sarebbe - a giudizio di McFarland - quella di una persona che stia subendo una molestia.

Passando ai testimoni sentiti durante il dibattimento, l'avvocato dell'ex Dj ha definito Stephanie Simbeck, la fotografa ufficiale della cantante, "la teste meno affidabile", perché ancora legata professionalmente alla Swift e quindi condizionabile: sia lei che Greg Dent, la guardia del corpo dell'artista chiamata a deporre, non hanno mai affermato di aver visto la mano di Mueller sollevare la gonna della loro datrice di lavoro. L'ex Dj, poi, essendo più alto della sua presunta vittima, per molestarla avrebbe dovuto chinarsi leggermente verso destra, mentre nella foto "incriminata" appare dritto.

Di contro, per McFarland sarebbe Shannon Melcher, l'allora compagna di Mueller, la testimone più credibile: la sua versione dei fatti coincide con quella dell'ex compagno, mentre le versioni della Simbeck e di Dent, tra loro, non collimano.

Passando all'altro filone del processo, quello inerente il risarcimento richiesto da Mueller (dal quale il giudice ha stralciato la posizione della cantante), McFarland ha sostenuto come Andrea Swift (la madre di Taylor) e Frank Bell (il suo responsabile dei rapporti con le radio) fossero a conoscenza del contratto che legava il suo assistito all'emittente per il quale lavorava, e che volessero deliberatamente colpirlo distruggendolo professionalmente: secondo il legale, Andrea contattò Bell chiedendogli di chiamare la radio per far licenziare Mueller, e che Bell contattò i vertici dell'emittente appunto per avere (metaforicamente) la testa del Dj.

McFarland ha chiuso la sua arringa sostenendo, davanti alla giuria, che il suo assistito meriti di più dei 200mila dollari che gli sarebbero spettati se avesse terminato naturalmente il mandato previsto dal contratto, dato anche il danno di immagine patito da Mueller.

La Swift, presente in sala, è stata vista "piangere molto" durante l'arringa di McFarland.

Doug Baldridge, l'avvocato della Swift, ha ribaltato la prospettiva, chiedendo alla giuria se sia giusto che ai molestatori sia concesso di vittimizzare la proprie vittime, non solo umiliandole ma chiedendogli per giunta un risarcimento. Il legale della cantante si è poi detto certo della bontà dei teste portati a deporre, a prescindere dalle reazioni mostrate dalla sua assistita nella foto: la Simbeck e Dent si sono limitati da raccontare ciò che hanno visto, e ciò che hanno visto - secondo Baldridge - è rilevante.

L'avvocato della Swift ha poi attaccato McFarland, accusandolo di aver messo in dubbio la credibilità dei teste chiamati dalla sua assistita e non le loro testimonianza, che - secondo Baldridge - restano inattaccabili inchiodando Mueller. Riguardo la causa di risarcimento, l'avvocato della Swift ha spiegato come non siano stati né la madrea della cantante, Andrea, né il suo responsabile dei rapporti con le radio, Bell, a volere la testa di Mueller, ma bensì l'emittente stessa, che sulla base della segnalazione effettuala da Andrea Swift e da Bell hanno condotto una sorta di indagine interna con gli impiegati della radio presenti al meet and greet prendendo poi una decisione in completa autonomia e non influenzata da agenti esterni.

Baldridge è poi tornato sull'altro filone del processo, quello per molestie, sostenendo che l'atto condotto da Mueller sia stato un'autentica molestia sul posto di lavoro, e di averne le prove proprio nella foto, dove il presunto molestatore della cantante esibisce un sorriso "di uno che tocca il culo". "Il dollaro che io gli sto chiedendo per premiare lei ha un valore incommensurabile: significa che 'no' vuol dire 'no', e che spetta a ogni donna determinare cosa sia tollerabile per il proprio corpo".

Poco prima dell'inizio dell'udienza Ke$ha, che la Swift sostenne (anche finanziariamente) all'epoca dello scontro in tribunale con l'ex produttore Dr. Luke, ha postato sul suo canale Twitter un messaggio di ammirazione per la collega e amica:

 

"[Taylor] ti supporto sempre, specialmente adesso, e ammiro la tua forza e il tuo coraggio. La verità è sempre la risposta"

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