Quella volta che un perizoma mandò in fumo la collaborazione fra Prince e Bob Marley

Quella volta che un perizoma mandò in fumo la collaborazione fra Prince e Bob Marley

Questa è la storia di come un abbigliamento sbagliato abbia impedito una collaborazione che avrebbe fatto storia. Don Taylor, manager dell’immenso Bob Marley, aveva avuto un’idea balzana, ma che poteva rivelarsi spettacolare: riunire nella stessa sala d’incisione il suo allievo prediletto e il nuovo fenomeno della musica funky, Prince. Un singolo insieme. Un brano che avrebbe sicuramente scalato le classifiche, portato Marley all’attenzione di un altro tipo di pubblico non amante esclusivamente del reggae e dato al tempo stesso profondità al nanetto di Minneapolis, fantastico finché si vuole ma di certo non un portavoce della gente di colore. Stiamo parlando del 1979, dunque del Prince pre-"Purple Rain", quindi prima dell’esplosione planetaria.
Don Taylor organizzò l’incontro nei camerini del Roxy di Los Angeles, dopo uno show di Prince, che si presentò all’appuntamento con la leggenda del reggae indossando uno striminzito perizoma leopardato. Solo quello, niente altro. Bob Marley non gradì. Aveva una diversa concezione degli uomini e della musica, oltre che dell’ospitalità. Scambiò dueparoledue con Prince, poi disse al suo manager: “Andiamo!”. E scomparve nella notte di Los Angeles. Il suo discorso era stato ancora più succinto della biancheria intima di Prince.

 

Questo aneddoto è estratto dal libro "Rock bazar - volume secondo" di Massimo Cotto, edito da Vololibero Edizioni (344 pagine, 15,30 euro)

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