Mush - la recensione di "Mush"

Ex membri dei Kaleiodoscopic, band uscita nel 2013 con l’album “Onironauta”, i Mush, al secolo Francesco Magrini (basso, voce), Marco Ciardo (chitarra, voce) Francesco Mazzi (batteria), si formano nel settembre 2015 e cominciano quasi immediatamente ad arrangiare materiale in sala prove. Il tutto porta alla definizione del sound della band e ai dieci pezzi che compongono il primo omonimo disco, “Mush”, prodotto insieme ad Andrea Marmorini è caratterizzato da sonorità taglienti e incisive, da ritmiche serrate e chitarre nervose, che strizzano l’occhio tanto al post punk d’oltreoceano quanto all’emocore italiano vecchia scuola. Tutto ciò acquisisce ancor più vigore grazie alla miscela di prese analogiche effettuate e sperimentate durante le registrazioni. “Mush” è stato registrato tra agosto e settembre 2016 da Andrea Marmorini al Vacuum studio di Bologna e mixato insieme ad Enrico Zoi ad ottobre 2016 all'A pezzi studio e infine masterizzato a novembre 2016 da Andrea Suriani allo studio Alpha Death di Bologna.

Mush è nato dopo un periodo difficile, qualche mese prima avevamo deciso di sciogliere i Kaleidoscopic (progetto precedente dove suonavamo) e ci siamo trovati in una situazione poco chiara, con un futuro incerto davanti. Non abbiamo mollato e ci siamo spinti a suonare cose differenti, sonorità più veloci e melodiche che ci accomunavano; il processo di scrittura è stato molto veloce perché le idee abbondavano...

 

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