Comunicato Stampa: The Killers in concerto a Milano

La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a presskit@rockol.it. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.

L’unica data in Italia di
THE KILLERS

MARTEDI’ 22 FEBBRAIO 2005
MILANO – ROLLING STONE
Corso XXII Marzo, 32
Info-line Indipendente 0434-208631

prezzo del biglietto € 18,00 + 15% diritti di prevendita

Biglietti in vendita da
MARTEDI’ 21 DICEMBRE 2004
Informazioni su come acquistare i biglietti:
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The Killers sono;
Brandon Flowers – Voce, tastiere
David Keuning – Chitarre
Mark Stoermer – Basso
Ronnie Vannucci – Batteria

Una storia sul passato dei Killers…

Siamo alla fine del 2002. Brandon Flowers è appena stato cacciato dal suo precedente gruppo, un ensemble synth-pop chiamato Blush Response, poiché si rifiuta di spostarsi con tutti loro a Los Angeles. Piantato clamorosamente in asso, ma molto ispirato dalla vista degli Oasis al lavoro (incredibilmente i fratelli Grim erano riusciti ad arrivare tutti assieme fino a Las Vegas), capisce che la sua vita aveva bisogno di molte più chitarre.
Quando poi intravede la piccola pubblicità che Dave Keuning piazza su un quotidiano locale citando quel gruppo come influenza primaria – contando anche che gli Oasis non sono propriamente parte integrante del pallido scenario musicale di Las Vegas – lo considera un segno del destino e decide che loro due devono mettersi assieme. “Lui è stato l’unico non completamente fuori di testa a rispondere alla mia inserzione” ricorda Dave con affetto. “E’ arrivato da me con le sue tastiere ed abbiamo subito cominciato a confrontare un po’ di idee su un paio di canzoni. Io avevo già la strofa per “Mr Brightside” e lui se l’è portata dietro per scrivere il ritornello. Questa è stata la prima canzone che abbiamo scritto assieme e rimane l’unica ad essere eseguita ad ogni show dei Killers.”
Il nucleo originario della band si crea così, mentre il loro nome, incredibilmente mai usato prima d’ora, viene preso in prestito da un video dei New Order. In quel promo i New Order, che cominciavano ad avere i loro begli annetti, volevano rappresentare se stessi come il gruppo perfetto – con una canzone fantastica e dei fotomodelli dai giovani e bellissimi tratti come immagine. Quella band fittizia si chiamava The Killers. “Ciò mi ha dato l’ambizione di creare il mio gruppo nell’idea della perfezione del finto gruppo dei New Order,” spiega Flowers.
Dopo aver provato un paio di bassisti e di batteristi, Brandon e Dave incontrano Ronnie Vannucci, un fotografo della Little Chapel of Flowers, (un’adorabile chiesetta tipica dei matrimoni a Las Vegas, ndt.), nonché studente di percussioni classiche all’università UNLV e anche Mark Stoermer, il quale nel frattempo cerca di sbarcare il lunario come corriere medico (quelli che trasportano sangue, urine e strane parti del corpo umano). Fra tutti questi inconciliabili lavori diurni (Brandon, tanto per dire, era fattorino del Gold Coast Hotel), la nuova e completa formazione dei Killers comincia a scrivere.
Comporre in un garage dove la temperatura raggiunge i 48 gradi circa favorisce un adattissimo ed intenso effetto ribollente e questo era il posto in cui il gruppo scriveva e provava. E quando non era possibile entrare in garage sfruttavano il savoir faire da spia di Ronnie per utilizzare nottetempo le attrezzature e le stanze della musica della sua università. “Avevamo circa 185 sontuosissimi metri quadri nei quali esercitarci, tutti a nostra disposizione, completi di drum-set, marimbas, piatti, pianoforti, ecc…
Proprio durante queste session i Killers hanno cominciato a tener fede alle aspettative iniziali intrinseche al nome da loro scelto scrivendo il grosso delle canzoni che sono poi finite nel loro album di debutto giustamente intitolato “Hot Fuss” (“Chiasso Bollente”). Autori davvero prolifici, dissotterrano canzoni di gelosia e paranoia, storie di assassini, persecutori, vittime dell’AIDS dello Studio 54, ragazze androgine e fidanzati cornuti, canzoni sull’ambizione e sul desiderio di librarsi al di sopra della monotona vita quotidiana. Presto la voce comincia a spargersi e la band arriva all’attenzione di un’etichetta indipendente di Londra chiamata Lizard King che offre loro l’opportunità di andare in Inghilterra e di suonare per la prima volta al di fuori del circuito di Las Vegas, oltreché pubblicare, nel settembre 2003, un’edizione limitata di “Mr. Brightside”. Una loro apparizione in occasione dell’appuntamento dell’industria musicale newyorkese denominato CMJ nell’ottobre del 2003 crea attorno al gruppo un vociferare di proporzioni assordanti oltre a procurare un contratto mondiale (esclusa l’Inghilterra) con la Island Def Jam.
Dopodiché i ragazzi tornano ancora una volta al lavoro: vanno in tour in Gran Bretagna con gli inglesi Sea Power, esaurendo lo show di cui sono headliner, vanno in tour con Stellastar e nel frattempo riescono anche ad autoprodursi un album, chiamando per i tocchi finali di mixing i leggendari Alan Moulder (U2, Smashing Pumpkins) e Mark Needham (Fleetwood Mac).

Una storia sul presente dei Killers…

“Hot Fuss” contiene undici brani.
L’album è stato pubblicato l’8 ottobre scorso in Italia. E’ stato preceduto da “Mr Brightside”, pubblicato il 24 maggio 2004 ed è stato accompagnato da un tour inglese e da una prestigiosa apparizione al Festival californiano Coachella, poi seguito a ruota da un concerto a Glanstonbury, UK, alla fine di giugno.
Le undici tracce del disco vanno dallo stile “molto Vegas – come se Ziggy fosse sceso in città” del primo singolo pubblicato, di “Somebody Told Me” (entrato nella Top 30 nel marzo del 2004), al suddetto “Mr. Brightside” o a brani come “Midnight Show” (una sorta di tributo ai Pulp) e “All These Things That I’ve Done,” sono prossime hit sicure… Non siamo mai stati così certi. Quest’ultimo pezzo ha visto realizzarsi un sogno di Brandon e cioè utilizzare un coro gospel nelle sue incisioni: il coro “Sweet Inspirations” è molto conosciuto grazie al lavoro svolto con Elvis Presley, Jimi Hendrix e Aretha Franklin. “Lavorare con un coro in studio è stata un’esperienza meravigliosa tanto che abbiamo deciso di incorporarne uno per gli show particolarmente importanti, come ad esempio il concerto per la rivista Spin (allo SxSW ‘04),” dice Brandon.

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