Kasabian e Nic Cester, conferme e sorprese al Lucca Summer Festival: la recensione

Kasabian e Nic Cester, conferme e sorprese al Lucca Summer Festival: la recensione

Non so se nel 2017 possiamo definitivamente affermare che il “rockèmorto”: sicuramente non ha più molto da dire ed emoziona sempre meno, però fa ancora saltare e divertire. Questo è il primo pensiero che ho mentre mi avvio verso la macchina, canticchiando il ritornello di “Fire” di Pizzorno e compagni, l'ultimo pezzo eseguito nel loro set al Lucca Summer Festival. Quella di ieri è stata una serata sicuramente divertente, cominciata nel migliore dei modi, rispettando una vecchia abitudine che sembrava esser andata persa, ovvero quello di usare lo spazio delle opening band per scoprire nuove voci e nuove realtà musicali. In questo caso in realtà non si può parlare di vero e proprio volto nuovo, visto che si tratta di Nic Cester, cantante dei Jet, band australiana nota per un paio di dischi di grandissimo successo. Cester qui si presenta con un suo progetto solista - il cui disco è ancora da pubblicare, si dice fine 2017 – ed è accompagnato da The Milano Elettrica, una super band italiana (Cester vive vicino Como da qualche anno) formata da alcuni volti noti del panorama italiano: doppia batteria, Sergio Carnevale ex batterista dei Bluvertigo e Daniel Plentz dei Selton, Adriano Viterbini chitarra dei Bud Spencer Blues Explosion, Raffaele Scogna alle tastiere e Roberto Dragonetti al basso (session man già musicisti del disco di Ghemon) Domenico Mamone sax dell'Orchestra di Via Padova e Paolo Ranieri alla tromba. Una band davvero affiatata per un sapiente mix di soul, rock blues e tinte psichedeliche à la Primal Scream e, su tutto, la voce sicura e potente di Cester: era divertente vedere le facce attonite del pubblico di fronte al soul di “Eyes on the Horizon” e alla blues ballad di “God Knows” che si chiedeva come mai gli fossero sfuggite quelle splendide canzoni (semplice, non sono mai uscite). Nic Cester e Milano Elettrica, segnatevi questi nomi ché ne sentiremo parlare presto.

Ma i quasi 7000 che riempivano Piazza Napoleone erano lì per i Kasabian: quella di Lucca è la quarta data di un mini tour estivo nel nostro paese dopo Taormina, Roma e Padova (torneranno a Milano in autnno). Giunta al loro sesto disco la band di Leicester vanta ormai un lunga lista di pezzoni di pronta presa, ottimi da essere suonati dal vivo, così il concerto si trasforma ben presto in una sorta di greatest hits, dove il pubblico riconosce fin dalle prime note le canzoni da cantare tutti insieme. I Kasabian sono un band matura ben consapevole di tutto questo: da una parte ciò li rende sicuri nel suono e nelle performance, ma talvolta le loro canzoni meriterebber un po' più di grinta e quella “pacca”.

Forse la colpa all'inizio è anche dell'impianto audio che fa uscire un suono a basso volume e un po' impastato, quindi la nuova “Ill Ray”, “Underdog”, “Days are Forgotten” (introdotto dalla refrain di "Volare" alla tromba) e “Eez-Eh” il loro pezzo più dance, qui inevitabilmente mixato con “Around the world dei Daft Punk, non colpiscono a dovere. Le cose cambiano con “You're in love with the Psycho”, singolo tratto dal loro ultimo album “For Crying Out Loud” dall'approccio molto pop, ma che dal vivo mostra i muscoli. Questo è il primo di un trittico di riff killer che prosegue con “Club Foot” e “Re-Wired”. Dal vivo i  Kasabian si appoggiano ancora di più che in studio sul duo formato dall'ottimo cantante Tom Meighan e dal chitarrista-autore Sergio Pizzorno, di origine genovese. I due si cercano, si scambiano di continuo battute, mentre il resto della band li sostiene. Pizzorno salta molto, talvolta canta lasciando molto spazio alla chitarra di Tim Carter, il musicista che accompagna la band dal vivo.

La band tenta spesso di allontanarsi dallo stereotipo della classica “indie band contemporanea” e magari cerca più riferimenti a un certo suono inglese anni 90: così nella coda di “Treat” si citano gli Happy Mondays e nel nuovo coinvolgente singolo “Bless the acid House” il pop punk inglese degli
esordi.

Il finale è per i fuochi d'artificio: “L.S.F.” e “Vlad the Implaer” fanno ballare e saltare tutta la piazza, mentre “Goodbye kiss” eseguita in versione acustica rimane forse l'unica canzone che
provoca anche qualche brivido.

Nella finale su “Fire” dal riff contagioso i due giocano a fare Jagger-Richards, facendo esaltare i fans già soddisfatti per la serata. Chissà se Meighan e Pizzorno sanno che tra un paio di mesi si esibiranno proprio qui a Lucca?

(Michele Boroni)

SCALETTA NIC CESTER & THE MILANO ELETTRICA
"Sugar Rush"
"Not Foolin Anyone"
"Psichebello"
"Eyes on you"
"Who you think you are"
"God knows"
"Little things"
"Walk on"
"Neon Lights"

SCALETTA KASABIAN
"Ill Ray (The King)"
"Underdog"
"Eez-Eh / Around the world"
"Shoot the Runner"
"Days Are Forgotten"
"You're in Love With a Psycho"
"Man of Simple Pleasures"
"Club Foot"
"Re‐Wired"
"La Fée Verte"
"Treat"
"Bless This Acid House"
"Stevie"
"Put Your Life on It"
"L.S.F. (Lost Souls Forever)"
"Goodbye Kiss"
"Comeback Kid"
"Vlad the Impaler"
"Fire"

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