Ermal Meta: una bella storia

Ermal Meta: una bella storia

Che bella la storia di Ermal Meta. Dalle prime note strimpellate alla chitarra e al pianoforte da ragazzino alle prime esperienze in gruppo, dal Festival di Sanremo come chitarrista degli Ameba 4 (era il 2006 e la band era in gara tra i "giovani" con "Rido... Forse mi sbaglio", poi inserita in un album pubblicato dalla Sugar) a quello come cantante di La Fame di Camilla (2010, sempre tra i "giovani": la canzone si intitolava "Buio e luce"), fino ad arrivare all'avvio di una prolifica carriera come autore che ha visto le sue canzoni essere interpretate dai principali nomi del pop italiano: Emma, Mengoni, Giusy Ferreri, Lorenzo Fragola, Chiara, Annalisa e Renga, solo per citarne alcuni. Nel 2016, con "Odio le favole" e la partecipazione al Festival di Sanremo (ancora tra i "giovani"), Ermal ha dato una svolta alla sua carriera: non più solo autore ma cant-autore. E da allora non si è praticamente mai fermato: ha suonato molto, ha continuato a scrivere canzoni, l'anno dopo è tornato al Festival (stavolta tra i "big", con "Vietato morire") e poi ha ricominciato a suonare in giro per l'Italia (trovando anche il tempo per concedersi l'esperienza di "giudice" ad Amici di Maria De Filippi).

La quarta partecipazione a Sanremo, la seconda come solista, è andata piuttosto bene: terzo posto, Premio della Critica e premio per la miglior cover (quella di "Amara terra mia" di Modugno, cantata nella terza serata). "È stata una fase di passaggio tra quello che avevo fatto durante lo scorso anno e i progetti che avevo in mente per quest'anno", ci ha detto Ermal qualche settimana fa, commentando la sua ultima partecipazione a Sanremo, che sembra aver dato un'ulteriore spinta alla carriera del cant-autore: subito dopo aver chiuso il tour nei teatri e nei club della scorsa primavera, Ermal si è rimesso in pista e alla fine di giugno ha dato il via ad un tour estivo che lo vedrà macinare diversi chilometri. Il calendario è molto fitto e gli appuntamenti arrivano fino al prossimo ottobre, per un totale di trentasei date.

Il tour al chiuso della scorsa primavera ce lo siamo perso, così abbiamo pensato di rimediare approfittando del tour estivo all'aperto: abbiamo scelto di andare a sentire il concerto in una delle location più affascinanti tra tutte quelle in calendario, quello alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma. E ci è sembrato un concerto che fotografa bene questo preciso momento della carriera di Ermal Meta: gioioso, adrenalinico, piuttosto "up". Ermal ripercorre le varie tappe del percorso che nell'ultimo periodo lo ha portato a tagliare i traguardi importanti che abbiamo riassunto sopra: l'apertura è affidata proprio a "Odio le favole" e in scaletta, composta prevalentemente da un mix di canzoni di "Umano" (l'album uscito lo scorso anno) con quelle di "Vietato morire" (uscito lo scorso febbraio in due cd, uno con le nuove canzoni e l'altro con le canzoni di "Umano"), non mancano un paio di brani del repertorio di La Fame di Camilla ("Buio e luce" e "Come il sole a mezzanotte") o di brani che Ermal ha ceduto ad altre voci. "Straordinario", ad esempio, originariamente interpretata da Chiara a Sanremo 2015, e qui riproposta nella versione originale, con un arrangiamento rock (completamente diverso rispetto a quello orchestrale della versione della Galiazzo), ma anche "A parte te" (la versione originale di "Sempre sarai", duetto di Moreno - vincitore di Amici nel 2013, poi finito naufrago all'Isola dei Famosi - con Fiorella Mannoia).

Momenti più pop rock si alternano ad altri più acustici: a un pezzo energico e "rumoroso" come "Gravita con me", ad esempio, che mette in primo piano il basso di Dino Rubini, la chitarra di Marco Montanari, la batteria di Emiliano Bassi e i suoni elettronici delle tastiere di Roberto Pace, segue una canzone silenziosa e dolce come "Piccola anima" (che nella versione contenuta nel disco è cantata in duetto con Elisa), che invece concede più spazio chitarra acustica di Andrea Vigentini. Alle sonorità acustiche è dedicata una piccola parentesi del concerto, con Ermal che resta da solo sul palco insieme alla sua chitarra per una versione di "Amara terra mia" che la platea della Cavea premia con una bella standing ovation: uno dei momenti migliori dell'intero concerto.

La ciliegina sulla torta di questo periodo particolarmente felice della carriera del cant-autore è arrivata pochi giorni fa: è stato infatti annunciato che Ermal Meta sarà l'headliner di Hit Week, il più importante festival di musica italiana nel mondo, un tour che il prossimo novembre porterà il cantautore e altri giovani musicisti pugliesi (perché il festival è realizzato in collaborazione con Puglia Sounds e il Medimex) ad esibirsi in giro per l'Europa, gli Stati Uniti e il Canada. E a noi non resta che augurargli in bocca al lupo.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Odio le favole"
"Pezzi di paradiso"
"Lettera a mio padre"
"Gravita con me"
"Piccola anima"
"Ragazza paradiso"
"Bob Marley"
"Voodoo love"
"Volevo dirti"
"New York"
"Amara terra mia"
"Umano"
"Buio e luce"
"Come il sole a mezzanotte"
"Vietato morire"
"Rien ne va plus"
"Schegge"
"Voce del verbo"

BIS:
"La vita migliore"
"Bionda"
"Straordinario"
"A parte te"

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