Francesca Michielin ricomincia da “Vulcano” (e da Damien Rice) – VIDEOINTERVISTA

Francesca Michielin ricomincia da “Vulcano” (e da Damien Rice) – VIDEOINTERVISTA

“‘Vulcano’ è il nome più rock che mi poteva venire in mente per cominciare il mio nuovo percorso musicale”. Basta Franceschina. La ragazza che a 16 anni vinceva X-Factor ora ne ha 22 e vuole dare una svolta alla sua carriera. La prima mossa è “Vulcano”, singolo e video girato in una Berlino notturna che usciranno venerdì 21 luglio. “È una canzone esplosiva”, così la racconta Francesca Michielin. “Lo è sia a livello musicale, un uptempo tribale con suoni caldi e freddi, e sia per il testo che dice le cose in faccia. Lo fa con un sacco di parole che iniziano con la lettera V e sono tutte parole pesanti: verità, viaggio, vanità, volume. E poi ci ho messo cose quotidiane che non t’aspetti da una canzone pop, come la citazione del bar indiano”.

“Vulcano” sembra un pezzo sulla volontà di vivere pienamente, travestito però da canzone d’amore. È così? “È vero, ci sono vari piani, a me del resto piace stratificare le cose. L’ispirazione viene da una storia sentimentale, il fatto di vivere in una situazione in cui tutto sembra fittizio, in cui non ci si espone, si ha paura di rischiare e di scottarsi. Non ci si mette in gioco e quindi si vivono esperienze un po’ superficiali. E ti chiedi se ne valga la pena. Io penso che tutto vada vissuto fino in fondo, con la volontà di esporsi. È questa la ricerca di verità con cui cerco di affrontare la vita”.

In una vecchia intervista, Michielin diceva di volere andare sull’Etna a scrivere canzoni. E invece “Vulcano”, prodotta da Michele Canova e scritta con Dario Faini, nasce dalle parti di Padova. “Da lì si vedono i Colli Euganei, che sono rilievi di origine vulcanica. Mi sono messa a fissarli e ho scritto parecchio vicino a quei vulcani spenti. Come se volessi accenderli”. Che è poi una metafora personale… “Non voglio più essere considerata un diminutivo. Per alcuni ho ancora 16 anni e sono ancora Franceschina. È giusto anche essere donna e fare uscire il fuoco che ho dentro”.

Il titolo “Vulcano” fa venire in mente una canzone che Michielin suonava dal vivo, “Volcano” di Damien Rice, che lei chiama “l’amore della mia vita”. Ci ha anche suonato assieme in una specie di jam session dopo un suo concerto. “Era il 16 luglio 2016: ce l’ho scritto in camera, tipo il momento della vita. Ti confesso che ho tratto ispirazione da un verso di ‘Volcano’ non solo per scrivere questa canzone, ma un po’ per tutto l’album. È quello che dice ‘You give me miles and miles of mountains and I’ll ask for the sea’, tu mi dai miglia e miglia di montagne e io ti chiederò il mare. È un aspetto che mi riguarda. È quello che faccio nel nuovo disco: spinta dall’insoddisfazione tiro fuori cose nuove, diverse”.

Dell’album, che è stato prodotto a Los Angeles da Canova e che uscirà in autunno, Michielin dice che conterrà “molta verità, grande istinto. C’è tutto quello che mi sentivo di tirare fuori. C’è molto di mio anche nella produzione”. L’album è frutto del vuoto, così lo chiama, che ha provato dopo un anno intenso fra Sanremo, promozione, tour, Eurovision Song Contest. “Alla fine esplodi a livello adrenalinico. Tornare a Bassano del Grappa e al Conservatorio – sono al quarto anno – mi ha spinta a meditare sui miei progetti. È stato un momento difficile, particolare, ma mi ha ispirato. In tutto l’album non c’è niente di quello che c’è stato prima. Non perché lo rinneghi, ma perché è giusto ripartire”. Michielin spiega che sarà un concept o comunque un album con un’idea organica che lega le canzoni. Dopo “Vulcano” basata su parole che iniziano per V, ci sarà una lettera per ogni canzone? “Magari fosse così semplice”.

Dall'archivio di Rockol - Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, Francesca Michielin: la videointervista
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