"Le focaccine dell'Esselunga": un caso di scuola

"Le focaccine dell'Esselunga": un caso di scuola

Fino a pochi giorni fa non avevo mai sentito nominare "Le focaccine dell'Esselunga". Poi ho cominciato a leggerne in giro, a firma di colleghi anche attenti, e sempre in tono scandalizzato, della serie "signora mia, dove andremo a finire!".
In sintesi, per chi non conoscesse la storia: una trasmissione radiofonica di successo ("Ciao belli", di Radio Deejay) ha iniziato a programmare questa "canzone", che canta le lodi del prodotto del titolo, trattandola come se fosse una canzone vera, cioè un disco, se ancora si può usare la parola "disco" di questi tempi. La canzone, se ancora si può usare la parola "canzone" di questi tempi, è accreditata a un fantomatico OEL, ed è un "trap", cioè quella roba che va tanto di moda appunto "di questi tempi". La potete ascoltare qui sotto:

Lo "scandalo" (lo so, sto usando troppe virgolette), secondo i miei colleghi, è che "Le focaccine dell'Esselunga" è diventato virale, come si dice di questi tempi per indicare qualcosa che sta girando molto e di cui si sta parlando molto in rete. E Spotify l'ha collocata al primo posto nella sua classifica dei brani più virali.
E allora tutti giù a deplorare la deriva della musica, a deprecare la contaminazione del gusto corrente dei giovani d'oggi, a stracciarsi le vesti perché adesso si può diventare famosi, come OEL, anche se non hai dietro una casa discografica e un ufficio stampa, e quindi lo diventi "prima" che i giornalisti se ne siano accorti, e non grazie a loro (anzi: alla faccia loro).
Dopo un paio di giorni mi sono stancato di leggere le stesse cose, ho mandato un sms e ho fatto una telefonata, e quello che prima era solo un sospetto ha avuto conferma.
Dietro a "Le focaccine dell'Esselunga" c'è un pensiero intelligente, c'è una persona geniale che conosce a menadito i meccanismi dell'industria della musica, e che si sta divertendo moltissimo (come mi sto divertendo moltissimo io) ad osservare il casino che ha messo in piedi con uno scherzo ben congegnato.
Perché "Le focaccine dell'Esseunga" è una meravigliosa, e feroce, presa in giro del trap: uno Spinal Tap concentrato in due minuti (se non sapete cos'è Spinal Tap leggete qui).
E' un fake, un concentrato di ironia in due minuti, uno "spoof", cioè una parodia. E questa parodia spietata di un sottogenere musicale è così ben confezionata, usa così bene gli stereotipi del genere (l'autotune!) che sta avendo più successo degli originali.
"Le focaccine dell'Esselunga" è una lezione di marketing sul campo. Ed è anche un dito ficcato nell'occhio di un sistema che anziché cercare di rinnovarsi e di rigenerarsi si tiene in precario equilibrio cercando di sfruttare le mode.
Su "Le focaccine dell'Esselunga" qualcuno scriverà un saggio, terrà lezioni alla Bocconi, teorizzerà un metodo. E tutto questo è nato dalla mente di una persona brillante, spiritosa, lucidamente cinica. Una presa in giro, un pesce d'aprile fuori stagione, un colpo di genio: roba che sugli scaffali dell'Esselunga non si trova in vendita.

Franco Zanetti

 

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