LP e Rag'n'Bone Man al Lucca Summer Festival: il report del concerto

LP e Rag'n'Bone Man al Lucca Summer Festival: il report del concerto

È facile e anche un po' comodo oggi lamentarsi della mancanza di nuove voci e proposte musicalmente rilevanti, magari lagnandosi della dittatura dei talent. È comodo, ma anche superficiale e sbagliato. Questa sera al Lucca Summer Festival abbiamo avuto la prova che il lamento è un po' fine a se stesso. E non stiamo parlando di musica alternativa, indipendente, che non trova posto nelle classifiche di vendita, bensì di due artisti best seller di questa stagione, famosi per i loro singoli da heavy rotation, ma che nella dimensione live riescono a mostrare quanto valgono. Ieri sera al Lucca Summer Festival si è esibito un double bill formato dall'inglese Rag'n'Bone Man e dall'americana LP. Certo, non stiamo parlando di due puri esordienti: il primo è è sulla scena dal 2012 con alterne fortune, mentre la cantante di Long Island è in giro da 15 anni e ha scritto hits per Rihanna, Backstreet Boys e Christina Aguilera, ma i due sono accomunati da voci potente e versatili, piene di carica emotive e incredibilmente intonate.

Inizia Rag'n'bone, gigante buono e tatuato, gentile e impacciato, vincitore di un Brit Awards  e del Brits Critics’ Choice Awards 2017, con il suo mix di blues, soul, gospel e contemporary pop. Rory Graham – questo il suo vero nome – riesce ad apportare un'intensità quasi spirituale, grazie ad un set vocalmente impeccabile e sincero. La sua voce riesce naturalmente a viaggiare tra timbri blues, rudezze rock, morbidezze da ballad e intervalli rap; le canzoni, quasi tutte estratte dal suo disco del 2017 “Human”, ricordano la tradizione acid jazz (“Ego”), hanno sfumature country rock “(Hard came the rain”) o pescano direttamente dal gospel (“Guilty”).
I pezzi che funzionano di più sono quelli con un po' più di tiro e grinta che mettono anche in evidenza una band puntuale. Altrove il buon Rory quasi si scusa con il pubblico per il tono spesso un po' depresso delle sue canzoni, ma lui è comunque molto felice. Verso la fine arriva “Human”, prototipo del perfetto pop contemporaneo bianco ma con radici afroamericane, semplice giro di basso e grande carica epica.
Il pubblico gradisce il cantante del Sussex anche se è arrivato in Piazza Napoleone per acclamare Laura Pergolizzi, meglio conosciuta come LP, che con un paio di dischi (ma sopratutto con l'ultimo “Lost on you”) è riuscita a costruire una solida fanbase, parte della quale facente parte della comunità LGBT.

Se Rag'n'Bone Man era un po' fermo e impacciato sul palco, LP dimostra di avere gran sicurezza, capace di coinvolgere il pubblico senza ricorrere a pose o trucchi da popstar, ma semplicemente con la sua empatia e la sua voce.
Voce che è davvero sorprendente e pulitissima, sia quando si lancia in super acuti (nel singolo “Other People”) sia nelle esecuzioni più rock e cantate di gola (“No Witness”) dando prova di una grandissima estensione vocale (“Levitator” “You want it all” e in “Tokyo” dove imita con grande originalità il canto di una geisha). Le canzoni di LP pescano dalla tradizione folk, fondendola con arrangiamenti rock (a volte anche con sonorità indie, vedi “Death Valley”), altre volte con la grammatica del pop contemporaneo da classifica (“High” e la bellissima “Strange”).
Lei passa dalla chitarra classica, all'armonica e all'ukulele con grande naturalezza, per non parlare poi di quel fischio perfetto, che piacerebbe molto a Morricone il quale ha diretto la sua orchestra pochi giorni fa sullo stesso palco.
Band all'altezza della situazione in classica formazione pop-rock: chitarra, basso e batteria e qualche base elettronica campionata su base.
Come già detto, pubblico calorosissimo, estremamente in sintonia con le storie di amore difficili raccontate, e che lancia regali di ogni tipo sul palco.
Insomma, sia Rag'n'Bone Man sia LP sono qui per restare.

(di Michele Boroni)


RAG'N'BONE MAN SETLIST
No mother
Ego
The Fire
Hard came the Rain
Lay My body Now
Grace
Skin
As You Are
Guilty
Human
Bitter End
Hell Yeah

LP SETLIST
Muddy waters
Other people
Tight rope
Up against me
Strange
Switchblade (solo)
Death valley
Levitator
You Want it all
Suspicion
Tokyo
Witness
High
For ever for now
Someday
Into the wild

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