Divo Nerone, Dagospia racconta la rivolta degli artisti: "Mai pagati, senza un posto dove dormire"

Divo Nerone, Dagospia racconta la rivolta degli artisti: "Mai pagati, senza un posto dove dormire"

Brutta stora per Divo Nerone - Opera rock", lo spettacolo sull'imperatore romano scritto da Franco Migliacci che avrebbe dovuto andare in scena già nel giugno del 2016. Il  debutto è infine avvenuto il 7 giugno 2017, dopo polemiche sulla collocazione del palco, e quindi sospeso il 19 dello stesso mese, come riportava l'ADN Kronos, "Per permettere alla produzione di adempiere agli adeguamenti tecnici e organizzativi prescritti nelle autorizzazioni amministrative per il rilascio dell’autorizzazione al pubblico spettacolo".

Riporta Dagospia, invece, le difficoltà della produzione: in un "Dagoreport" pubblicato oggi si legge di "Artisti mai pagati da marzo, sfrattati dai residence che li ospitavano e costretti ad espletare i bisogni tra gli ulivi della Vigna Barberini".
In sostanza, se la produzione risolvesse i propri problemi burocratici, difficilmente riuscirebbe a risolvere quelli con gli artisti, che sono ricorsi a due interrogazioni parlamentari, una del Vice Presidente del Consiglio regionale del Lazio Francesco Storace, l’altra  di Rosalia Misseri, la Agrippina del musical. Dagospia ne riporta il racconto:

La "Nero Divine s.p.a" si presenta nel luglio 2016 quando, in presenza dei produttori Cristian Casella e Jacopo Capanna, e dopo tutta una serie di loro premesse di "grande vetrina " che partono dalla suggestiva cornice de "Il Palatino" ai nomi prestigiosi dei premi Oscar - mi propongono un accordo di partecipazione allo spettacolo con compensi al di sotto del minimo sindacale. Il primo marzo 2017 sono iniziate le prove e solo a fine mese, e dopo una serie di pressioni da parte del cast, si è ottenuto il primo contratto stipulato da una cooperativa "di impresa di pulizie" dalla "Nero Divine", ingaggiata per la stipula dei nostri contratti. (...)  Le prove al " Palatino" si sono presentate deleterie dal punto di vista igienico. Abbiamo passato giornate in mezzo alla polvere e senza avere un posto dove poter appoggiare le nostre cose e per le prime tre settimane a dover condividere in 50 persone un unico bagno chimico. (...) Gli artisti non residenti a Roma e ospitati in residence, a carico della "produzione", sono stati sfrattati per mancato pagamento. Si attendo risposte imminenti da parte della regione Lazio che ha stanziato fondi pubblici e che ha voluto fortemente questo spettacolo.

Secondo Riccardo Maccaferri, portavoce degli artisti, "La nostra dignità è completamente calpestata». Conclude Dagospia: 

"l solito casino all’italiana: il kolossal de noantri che doveva diventare resident non ha neppure i soldi per il residence, la via verso il successo non prevede nemmeno un cesso per poveri attori e ballerini, costretti loro malgrado e ben consapevoli di deturpare la zona archeologica, a liberarsi all’aria aperta, e, a naso, c’è ancora parecchio marcio da spiegare dietro quel trionfo di rossi pompeiani e oro. (..,) Chi li salverà? David Zard è stato più volte avvistato nel backstage, chissà se per provare a rilevare lo spettacolo e farne un successo dei suoi. Un AzZard non da poco per un musical che di colossale per adesso ha solo il flop.

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