Mariella Nava presenta le sue 'Condivisioni'

Mariella Nava presenta le sue 'Condivisioni'
Torna Mariella Nava con “Condivisioni”, doppio album in cui raccoglie canzoni scritte per altri artisti e da lei mai interpretate più otto brani inediti. Le due facce dell’artista di Taranto, quella di autrice e quella di interprete, vengono quindi riunite attorno a questo progetto, che vede anche la presenza di Dionne Warwick nel duetto di “It’s forever” (brano scelto come canzone ufficiale dei Mondiali di Bormio di Sci 2005). Fra le canzoni affidate ad altri artisti amici, dagli esordi della carriera di Mariella fino ad oggi, “Questi figli” (scritta per Gianni Morandi), “Le storie lunghe” (scritta per Amii Stewart), “La differenza” (scritta per Tosca), “Il gioco delle parti” (scritta per Mietta), “Dimenticata” (scritta per Syria), “Verrà il tempo” (scritta per Gigi D’Alessio), “Per amore” (scritta per Andrea Bocelli) e “Spalle al muro”, scritta per Renato Zero, da sempre grande amico della Nava, tanto da volerla come ospite in tutte le tappe del suo ultimo tour e da pubblicare “Condivisioni” per la sua etichetta Zerolandia. “Questo disco mi ha vista impegnata per due anni. Stavo cercando una distribuzione più consistente e un’etichetta che avesse un’attinenza con me – visto che il disco raccontava la mia storia sin dai primi passi. E’ per questo che l’album esce pubblicato da Zerolandia – etichetta che torna ad esistere proprio grazie a questo disco – su proposta di Renato Zero. Anche perché io sono stata importante per lui. E’ come avesse ricambiato il mio affetto in questo modo”. In che rapporto siete? “Siamo amici e complici, artisticamente. La nostra unione artistica è la giusta conseguenza della nostra fusione umana. E anche questo tour l’ha dimostrato: salivo sul palco senza essere annunciata e, dopo un primo momento di curiosità, il suo pubblico – esclusivo, solitamente restio ad accettare altre presenze – mi riconosceva e applaudiva, considerandomi una specie di parente di Renato, come un punto del suo cammino”. Come mai hai deciso di reinterpretare le canzoni che avevi scritto per altri artisti, non eri soddisfatta delle loro esecuzioni? “No, ho solo cercato di raccogliere tutti quei brani che avevo eseguito dal vivo ma mai inciso, ad eccezione di ‘Per Amore’, che era stata inclusa in ‘Così è la vita’, ma con un arrangiamento accennato, solo pianoforte e voce”. Proprio Bocelli è l’unico che non si concesso al duetto, però… “Infatti, ma credo sia stata una decisione della sua casa discografica. Lui avrebbe voluto, ma era impegnato nelle registrazioni del suo disco”. Quali differenze tra le tue interpretazioni e quelle originali? “Ho cercato di essere molto fedele alle versioni con cui sono state presentate al pubblico, anche se per alcune ho apportato delle revisioni negli arrangiamenti in modo da renderle più vicine alla mia vocalità. ‘Il gioco delle parti’ ad esempio l’ho resa un po’ più sinuosa, sensuale, gentile, ed è diventata quasi un tango. Tengo a precisare che non si tratta di veri e propri duetti, ma di partecipazioni, testimonianze. Ognuno ha scelto il proprio modo di esserci, sia in modalità che in quantità di presenza”. C’è qualche partecipazione a cui ti senti più legata? “Devo dire che tutti quanti hanno reso giustizia a queste canzoni, ma ci sono due sorprese: ‘La differenza’ con Tosca e ‘Verrà il tempo’ con Gigi D’Alessio. Tosca è una delle voci più calde del momento, anche se non è stata ancora scoperta fino in fondo. Credo che tra le canzoni che ho scritto sia la meno conosciuta, perché affidata a un interprete meno conosciuta ma, siccome il Club Tenco l’aveva premiata, ho pensato dovesse avere un posto d’onore in questo disco. E’ una canzone che affronta coraggiosamente il tema dell’omosessualità femminile. Per quanto riguarda Gigi posso dire che, pur essendo io e lui molto distanti musicalmente - entrambi due espressioni della musica mediterranea: lui molto semplice, popolare, io con un linguaggio forse più ricercato – in questo duetto ci incastriamo perfettamente. Ed è la fortuna della musica, che unisce artisti molto diversi fra loro, come ad esempio era successo anche fra Craig David e Sting. E’ il miracolo che la musica può compiere”. Il disco di duetti sfata un po’ il luogo comune secondo cui Mariella Nava ha più successo come autrice che non come interprete. “Questo è un discorso che vale solo per alcuni artisti. Ad esempio dicevano che Battisti non avesse una voce carismatica, ma io mi chiedo dove sarebbero finiti oggi i vari Niccolò Fabi, Raf e Tiromancino se non ci fosse stato Battisti. Quello che voglio dire è che a volte le voci che sembrano più strane, forse fanno una caratterizzazione. Io non sono nata cantante, ho sempre avuto una voce che bastava a me stessa. Ma mi piace pensare che alcune cose che io riesco a cantare, nessuno riuscirebbe a farle. Di questo ne sono certa, perché quando dovevano incidere le mie canzoni, mi veniva sempre chiesto di dare spiegazioni, oltre che una voce guida”. E l’incontro con Dionne Warwick come è arrivato? “Mi ero messa al piano in un momento di pausa durante una trasmissione a cui prendevamo parte entrambe. Lei mi ha sentita suonare, si è avvicinata e mi ha fatto i complimenti. Conosceva ‘Per amore’ e mi ha chiesto di scrivere qualcosa per lei in inglese. Mi sono quindi buttata in una sorta di viaggio americano, ricercando quelle armonie alla Burt Bacharach e una certa immediatezza espressiva. Appena ha ascoltato il brano è andata in brodo di giuggiole: le è subito piaciuta la melodia”. Fra i brani inediti colpisce “Ogni donna è nuda”. E’ un manifesto femminista? “No, anzi. Descrive come è la donna oggi. Dopo aver trascorso a sue spese il femminismo, c’è uno scotto pagato da una donna che ha voluto dare un’apparenza di forza e indipendenza. Alla fine stiamo scoprendo le nostre debolezze, la voglia di tornare ad essere complici di qualcuno. E quando la donna ama, perché non può esimersi da questo momento che la tocca, si scopre per quello che è: fragile, vulnerabile, nuda, disposta a tutto. E solo in quel momento l’uomo la ha veramente, quindi la deve far innamorare. Questo è il mio consiglio”. Dopo esserci stata tante volte, cosa pensi di Sanremo? “Io l’ho sempre vissuto come una grande opportunità. Vale per tutti quei personaggi che si muovono nell’ambito della musica leggera e non hanno una grande popolarità. Ogni volta che vi ho partecipato, ho voluto dare tutte le immagini di Mariella Nava: autrice, cantautrice, denunciatrice quando ho presentato ‘Mendicante’, canzone tostissima del ’92, in pieno scandalo tangentopoli; oppure nel ’91, quando tutti si davano alle ritmiche anni ’80 mentre io ho portato ‘Gli uomini’, arrangiata con sola orchestra. E poi nel ’94 con un brano dal sapore etnico, o nel 2000 in duetto con Amedeo Minghi. Ma quest’anno non mi sento spronata a partecipare. Poi chissà, io sono anche quella dell’ultima ora. Con questa nuova formula non ho capito nemmeno quale vita stia vivendo Sanremo. Non credo che sia in salute, e di conseguenza la musica che passa di lì. E’ quindi anche un rischio per un personaggio come me presentarsi oggi. Mi dispiace che sia così, anche perché Sanremo dovrebbe essere come il Natale. Di quelle cose da salvare”.
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