Modena Park: cosa ha funzionato e cosa meno del concerto di Vasco quanto a organizzazione

Modena Park: cosa ha funzionato e cosa meno del concerto di Vasco quanto a organizzazione

Modena Park è la notizia del giorno: il concerto di ieri sera è stato un evento imponente e importante, una festa decisamente ben riuscita dal punto di vista della musica e dello spettacolo, e tutti ne parlano. Ma a livello logistico e organizzativo come sono andate le cose, al Parco Enzo Ferrari di Modena? Dopo avervi raccontato il concerto per come ci è sembrato dal Pit2, continuiamo a raccontarvi Modena Park dal punto di vista dei fan, stavolta per quanto riguarda l'aspetto della logistica.

Partiamo dall'arrivo a Modena: una volta scesi dal treno e usciti dalla stazione, abbiamo trovato la città letteralmente sotto assedio, con transenne a determinare il percorso per il Parco Enzo Ferrari e vigili e volontari a gestire i flussi. Negozi praticamente tutti chiusi - con la sola eccezione di bar e tavole calde - e paninoteche ambulanti un po' ovunque, nei due chilometri che dividono la stazione dal parco. Nessuna navetta prevista e trasporto pubblico sospeso dalle 21.00 di venerdì 30 giugno alle 14.00 di domenica 2 luglio su tutto il territorio di Modena. In altre parole, parco raggiungibile solo a piedi: chi è arrivato in città in automobile o in moto ha dovuto lasciare il veicolo in uno dei ventidue parcheggi adibiti in occasione del concerto e farsela a piedi.

L'organizzazione relativa agli ingressi al Parco Enzo Ferrari è stata un po' caotica. Per dire: sul nostro biglietto c'era scritto che saremmo dovuti accedere al parco passando per l'ingresso B, quello posto all'angolo tra Viale Italia e Strada San Faustino. Quando siamo arrivati in prossimità dei primi varchi e abbiamo chiesto informazioni agli addetti alla sicurezza, questi - anziché indirizzarci verso l'ingresso B - ci hanno indirizzato all'ingresso A, quello all'angolo tra Viale Italia e Via Emilia: "Va bene lo stesso", ci hanno detto quando gli abbiamo fatto notare che il nostro ingresso era in realtà dall'altra parte del parco. Ad ogni modo, abbiamo seguito le loro indicazioni e siamo entrati dall'ingresso A, e ci abbiamo messo una decina di minuti ad attraversare tutti i vari varchi e controlli e ad arrivare proprio dentro il Parco Enzo Ferrari. A proposito di controlli: a leggere (e rileggere) il regolamento ufficiale dell'evento, firmato dall'agenzia di promoting Big Bang, era lecito aspettarsi delle verifiche più accurate e approfondite, mentre i controlli non sono stati così rigidi come preannunciato. Sul regolamento, ad esempio, c'era scritto chiaramente che all'interno dell'impianto era vietato introdurre valigie, trolley, borse e zaini più grandi di 10 lt., ma nella realtà dei fatti sono stati fatti passare anche zaini molto più grandi di 10 lt.; che era vietato introdurre bastoni per selfie, ma in realtà all'interno del parco si aggirava gente con in mano il suo bastone per selfie; che era vietato introdurre ombrelli, ma nell'impianto abbiamo visto più di una persona riparata dal sole proprio sotto il suo ombrello.

Ci sono state alcune polemiche legate all'apertura dei cancelli: stando a quanto comunicato in un primo momento e a quanto riportato anche sui tagliandi, i cancelli del Parco Enzo Ferrari di Modena avrebbero dovuto aprire alle ore 9.00 dello stesso 1° luglio. A sorpresa, però, il questore li ha fatti aprire alle 21.30 del giorno prima e diversi fan hanno trascorso la notte tra il 30 giugno e il 1° luglio all'interno dell'impianto, facendo irritare non poco i fan (per lo più quelli che avevano acquistato i biglietti del Pit1, il più vicino al palco) che avevano previsto di arrivare in città all'alba del 1° luglio, in modo da entrare subito non appena sarebbero stati aperti i cancelli e occupare le postazioni migliori.

Le aree ristoro dell'impianto e i bagni (chimici) sono stati collocati lungo il perimetro del Parco Enzo Ferrari: se per i fan disposti ai lati dei tre pit è stato relativamente semplice raggiungere le aree ristoro, per quelli che si trovavano al centro era decisamente meno facile - ci si poteva impiegare anche un quarto d'ora per arrivare dal centro del settore alle aree ristoro e ai bagni. La cosa migliore da fare, insomma, era mangiare, bere e fare i propri bisogni prima dell'inizio del concerto. Si pagava con i token: in sostanza, chiunque volesse acquistare da bere o da mangiare doveva scambiare il denaro con gettoni non rimborsabili.

Quanto all'assistenza medica, questa mattina è stato fatto sapere che nella giornata di ieri circa 1800 persone sono state soccorse al Parco Enzo Ferrari dai punti medici avanzati disposti all'interno dell'impianto (per lo più per difficoltà respiratorie). Un uomo di 40 anni, romano, all'alba del 1° luglio, dunque diverse ore prima del concerto, ha accusato un arresto cardiaco in un camper nei presi dell'area dove si è svolto lo spettacolo: l'uomo è stato trasportato di corsa all'ospedale di Baggiovara, ma non ce l'ha fatta.

Al momento dell'uscita dei 220.000 dal Parco Enzo Ferrari tutto è filato liscio: non c'è stato nessun intoppo, nessun disagio (l'organizzazione relativa al deflusso, la scelta cioè di rendere il parco raggiungibile solamente a piedi e di adibire una ventina di parcheggi, si è dunque rivelata efficiente). Per uscire dall'impianto e raggiungere la nostra automobile ci abbiamo messo una ventina di minuti. Anche i trasporti sono stati efficienti. Trenitalia, per l'occasione, ha messo a disposizione treni notturni speciali con varie destinazioni (Bologna, Rimini, Torino, Roma, Parma, Milano, Venezia). Chi non è riuscito a trovare una sistemazione in un albergo o in bed and breakfast (inutile dire che sia hotel che b&b di Modena erano andati esauriti da mesi, già da prima dell'uscita dei biglietti per il concerto-evento, e che quelli ancora disponibili avevano - furbescamente - alzato i prezzi delle camere in maniera davvero spropositata) ha dormito in stazione, mentre altri hanno passato la notte al Parco Enzo Ferrari.

(m.m.)

Dall'archivio di Rockol - Le prove del tour negli stadi a Rockisland: la videointervista
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