Comunicato Stampa: Serata multimediale con Emidio Clementi a Latina

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Domenica 19 dicembre alle ore 17.00 presso l’Auditorium del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Latina, l’Associazione Musicale Caetani e l’Associazione Le Rane in collaborazione con la libreria le nuvole presentano la prima edizione di Soul Tracks, una serata intensissima di musica, letteratura e arte con una partecipazione di performer di interesse e prestigio internazionale che parla da sola: il grande ritorno a Latina del musicista e scrittore Emidio Mimì Clementi con letture dal suo ultimo libro L’ultimo Dio sonorizzate dal vivo da Massimo Carozzi, Giampaolo Ascolese con il suo progetto multimediale Couleur Musique e lo scrittore colombiano Santiago Gamboa che leggerà brani tratti da “perdere è una questione di metodo” (ed. TEA) e “Gli impostori” (Guanda) con sonorizzazione in tempo reale di Cristiano Becherucci.
Il senso della manifestazione è quello di promuovere nuovi format nel quale varie espressioni artistiche entrino in contatto in modo non pretestuoso ma integrato, facendo scaturire un prodotto finale unitario e vivo. Questo tipo di esperienze relativamente nuove per Latina (NewtonMix per citare il caso più recente) rappresentano un modo nuovo e stimolante di proporre cultura attraverso lo scambio e l’interazione di esperienze diverse e talvolta lontanissime legate dalla condivisione dell’atto creativo o anche soltanto dal gusto avventuroso per la performance estemporanea.
Ma entriamo nel dettaglio.
Parola scritta e parola portata in scena. La carriera artistica di Emidio Clementi, dagli esordi fino a oggi, si è sempre mossa su questi due binari che hanno reso la sua maniera di intendere la scrittura unica e affascinante. Dopo la trasposizione de La notte del Pratello (Fazi editore), Clementi si cimenta ora con un nuovo spettacolo tratto dal suo ultimo libro: L’ultimo dio (Fazi editore), romanzo che ci regala la storia di due destini distanti nel tempo ma uniti dallo stesso sogno di libertà e leggerezza.
Come per La notte del Pratello la parte musicale è stata affidata a Massimo Carozzi, esperto assemblatore di musiche e suoni che ancora una volta è riuscito a esaltare la narrazione dell'autore, rendendo L'ultimo dio, uno spettacolo imperdibile per gli amanti del genere. Per gennaio è prevista l’uscita su cd.
Per chi non lo conosce Emidio Clementi è scrittore e musicista,per oltre dieci anni è stato leader dei Massimo Volume, con cui ha pubblicato cinque dischi e collabora con diverse riviste: Musica di Repubblica, Rolling Stone, Il Mucchio Selvaggio.

Giampaolo Ascolese con Dario LaPenna -chitarra, Elio Tatti - contrabbasso presenta "Couler Musique", un progetto multimediale, nato da un’idea di Giampaolo Ascolese, che descrive un viaggio immaginario in una galleria d'arte dove sono esposte le opere di alcuni grandi pittori del passato.
Il TRIO suona “su” una ventina di tele che rappresentano nove secoli di pittura passando da Cimabue a Picasso, da Giotto a Modigliani, da Rembrandt a Lautrec, cercando ogni volta di rispettarne colori e suggestioni, ma evitando freddezze filologiche e spargendo qua e là anche un po’ di sana ironia.
Anche la musica che commenta i vari quadri, proiettati con diapositive e intercalati da dialoghi in una sorta di commedia musicale, attraversa i secoli e i generi passando da brani originali, a brani di compositori anonimi del ‘300 e ‘500 fino ad arrivare a Ornette Coleman, Thelonious Monk, Leo Brouwer, François Poulenc, Fernando Sor, Charles Trenet.
Per concludere la serata Santiago Gamboa scrittore e giornalista definito unanimemente dalla stampa internazionale l'erede letterario di Gabriel Garzìa Marquez, uno scrittore formidabile tra i più rappresentativi della nuova generazione latinoamericana. Gamboa è nato a Bogotà nel 1965, si è trasferito in Europa nel 1990 e dopo un periodo di alcuni anni a Parigi, ora vive tra Roma e il suo paese natale. La sua presenza a Latina risulta alla luce di quanto detto particolarmente prestigiosa e sarà anche arricchita dalla partecipazione in scena di Cristiano Becherucci musicista di Latina che lavora da vent’anni nel campo della musica colta, dell’avanguardia e della sperimentazione sonora: multimedialità, attitudine scenica, uno spiccato senso teatrale, un approccio polifunzionale e inconsueto agli strumenti, recycling, sono alcuni degli elementi che caratterizzano il lavoro di Cristiano Becherucci come autore e interprete attivissimo a livello internazionale nei più prestigiosi festivals con il gruppo Logos del quale è fondatore e leader.
I due costruiranno in tempo reale una performance partendo da stimoli reciproci di suono e di parola un'esperienza che il musicista pontino ha già realizzato più volte e risultà particolarmente efficace e emozionante.
Verranno proposte letture da "Perdere è una questione di Metodo" e "Gli Impostori" due romanzi a sfondo poliziesco.
Il primo romanzo narra del giornalista Victor Silanpa che apprende la notizia del ritrovamento del cadavere di un uomo orrendamente assassinato nelle vicinanze di Bogotà. Victor si trasforma in detective e, con l'aiuto del fedele Estupinan, si getta in una vicenda che di delitto in delitto coinvolge sempre più personaggi e attraversa tutti gli strati sociali di una grande città. Il secondo invece è romanzo ironico con una trama ricca di allusioni e riferimenti letterari che trasforma in farsa il genere poliziesco attraverso tre personaggi eccentrici che incarnano la nevrosi del nostro tempo.
La scelta dei brani non vorrà comunque riassumere i complessi intrecci delle due storie ma si concentrerà sui personaggi che le animano, sulla loro ricchezza che trascende la semplice finzione letteraria fino a renderli prototipi di un umanità intensa e complessa che attraversa in ogni direzione le rigide stratificazioni delle società sudamericane e dei ruoli imposti dallo status. In effetti Gamboa è un narratore demiurgo che si proietta fuori di se, in un universo di persone/personaggi, tra i quali quello in cui lui sembra agire è rilevante solo in quanto sguardo che fa emergere la natura profonda del mondo umano che lo circonda.
La narrazione di Gamboa è in questo senso complementare a quella di Clementi, che infatti proietta il suo immaginario artistico tutto su di se, in una acuta e implacabile ricerca autobiografica.

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