Firenze Rocks: il rock duro di System of a Down e Prophets of Rage chiude il festival, la recensione e le fotogallery

Firenze Rocks: il rock duro di System of a Down e Prophets of Rage chiude il festival, la recensione e le fotogallery

Si chiude a suon di rock duro il Firenze Rocks. Protagonisti indiscussi della serata la band dei Prophets Of Rage e il gruppo losangelino dei System Of A Down. La tre giorni musicale che ha visto esibirsi nelle due date precedenti Placebo, Aerosmith, Glen Hansard ed Eddie Vedder, ha chiuso i cancelli con uno show esplosivo che, sicuramente, resterà impresso nella memoria degli spettatori presenti all’evento che per quattro ore circa hanno saltato e cantato a squarciagola i singoli più acclamati delle due band.

Alle 19:00 in punto è il momento di Tom Morello e dei suoi Prophets of Rage, una super band che mette insieme i Rage Agains The Machine, senza il cantante Zack De La Rocha, alcuni componenti dei Public Enemy - Chuck D e Dj Lord - e il vocalist B-Real dei Cypress Hill. La musica che propongono è un rock politicamente impegnato, proprio sullo stile dei vecchi RATM, che utilizzavano la musica per protestare contro politici e banchieri. Un dissenso che hanno mostrato anche durante questa performance italiana; infatti durante il solo del brano di apertura “Prophets of Rage”, Morello ha mostrato un cartello posto sul retro della sua chitarra con su scritto: “F**k Trump”, dichiarando pubblica la disapprovazione della band nei confronti dell’attuale Presidente Usa.

Riproponendo le hit dei loro gruppi di origine, i Prophets of Rage hanno fatto saltare tutto il pubblico per circa un’ora e mezza. Tra le note di “Guerrila Radio”, “Fight the Power” e “How i Could Killa a Man” la band americana ha infuocato il rovente pomeriggio degli spettatori che hanno potuto apprezzare nuovamente alcuni tra i brani più celebri del panorama rock.

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Oltre a tutto questo vortice di potenza musicale, i Prophets hanno regalato al pubblico anche un momento commovente, coinvolgendo per l’occasione il frontman dei System of a Down, Serj Tankian che ha omaggiato l’amico e collega Chris Cornell - scomparso qualche settimana fa - interpretando “Like a Stone” una delle canzoni più popolari di Cornell ai tempi degli Audioslave, lasciando senza parole e con qualche lacrime i fan presenti.

Nonostante alcuni problemi di volumi - molto bassi soprattutto ai lati del palco - la carica rock dei navigati Prophets of Rage è stata molto apprezzato dal pubblico che non ha smesso di cantare e scatenarsi sulle note di canzoni vecchie ormai di anni, come a dire: gli anni passano, ma la vena rock non muore mai.

L’esibizione dei System of a Down è attesa sin dalle prime ore del pomeriggio e quando le luci della sera si affacciano sul mega palco del Visarno Arena è il momento dei System Of a Down. “Soldier Site” e “Suite Pee” sono i brani che introducono la band di origine armena che mostra ancora un fortissimo successo tra i più giovanissimi.

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Come una valanga, la musica dei SOAD si scatena sulla platea che non smette di cantare ogni singola parola pronunciata da Tankian e da Daron Malakian (voce e chitarra), segno che ormai i pezzi presentati - gli stessi ormai da anni - sono entrati nella testa e memorizzati in tutta la loro complesità.
Perfezione nell’esecuzione, senza strafare con virtuosismi improvvisati: questo vuol dire essere dei grandi artisti.

La potenza che trasmettono quando sono sul palco è qualcosa che non può essere percepita ascoltando semplicemente un loro disco in cuffia. Solo vedendo la folla che si sbraccia su tutti i centimetri quadrati disponibili ti fa capire quanto sia forte e trainante la musica dei System Of a Down. Tra le hit suonate “Toxicity”, “Chop Suey”, “Sugar” e “B.Y.O.B” solo per citarne alcune.
È vero, non hanno più la verve degli esordi che gli permetteva di scatenarsi sul palco come dei pazzi furiosi, ma non tutte le band sono capaci di fare uno show esplosivo come quello messo in piedi dai SOAD che, nonostante l’età e la lunga lontananza dagli studi di registrazione - il loro ultimo disco “Hypnotize” risale al 2005 - continuano a fare il tutto esaurito riempiendo i festival rock/metal di tutto il mondo, segno che la musica di qualità non passa mai di moda e quella dei System Of a Down di qualità ne ha da vendere.

(Antonio Ciruolo)

PROPHETS OF RAGE:
- Prophets of rage
- Testyfy 
- Take the power back 
- Guerrilla Radio 
- Unfuck the world;
- Bombtrack 
- Fight the power (Public Enemy cover);
- Can't Truss
- Insane in the brain
- Bring the noise
- Jump around
- Sleep now in the fire
- Cochise Like a stone - con Serj Tankian (Audioslave)
- Know your enemy
- Bullet in the head
- How i could just kill a man
- Bulls on parade
- Killing in the name

SYSTEM OF A DOWN
- Soldier site
- Suite pee
- Prison Song
- Violent pornography
- Aerials
- Mind
- Mr. Jack
- Devil
- Needles
- Radio-Video
- Hypnotize
- Dreaming (intro)
- Pictures
- Highway song
- Darts
- Bounce
- Suggestions
- Psycho
- Chop Suey
- Lost in Hollywood
- Questions
- Lonely Day
- War?
- B.Y.O.B.
- Toxicity
- Sugar

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