Tiziano Ferro Pride a Milano: la recensione del concerto a San Siro

Tiziano Ferro Pride a Milano: la recensione del concerto a San Siro

Rosso relativo, Lilla non pervenuta. Per arrivare a San Siro e assistere alla primo dei tre concerti di Tiziano Ferro, il pubblico ha sfidato il caldo, il cordone di sicurezza previsto dopo i fatti di Manchester, lo sciopero dei lavoratori del trasporto aderenti ai sindacati di base, che ha portato alla chiusura della Linea 5, la cosiddetta Lilla, che ferma a San Siro. Dopo alcune canzoni, Ferro ringrazia il pubblico e si dice che è “assurdo che una città come Milano si blocchi il giorno in cui si muovono 50 mila persone”. È comunque un trionfo: un grande abbraccio al cantante di Latina. “Voi mi avete salvato la vita”, dice rivolto al pubblico. “Se sto qui e ho superato sensi di colpa, paure e scarsa autostima è perché ho avuto sostegno, amore, comprensione. Sto qui grazie a voi. Un’ultima cosa. Questa è una settimana importante, mi hanno chiesto di parlare di diritti degli omosessuali. Io sono qua per l’orgoglio degli esseri umani, di tutti gli italiani e di lo vorrebbe diventare. Questo è il mio Pride”, ha aggiunto indicando il pubblico, “tante persone diverse tutte insieme”.

Si parte alle 21 in punto, dopo un’introduzione registrata (“Non concedo una seconda possibilità al cinismo, all’insistenza, alla mancanza di empatia e carità. Ho smesso di perdere tempo con ciò che mi rammarica o intristisce…”). Colpisce la conformazione del palco, largo 60 metri, con due schemi led da 20 metri e una zona centrale formata da schermo led verticale, pavimento led largo 7 metri che s’allunga verso il pubblico e si rispecchia in un tetto led semovente. L’idea dello show è integrare le dimensioni del reale e del digitale tramite contenuti video che mischiano grafica e riprese multicamera di quel che accade sul palco. “Come girare un vero videoclip sul palco, dal vivo, nello stadio”, ha detto Ferro. Acqua finta è riprodotta sui led, acqua vera cade dal tetto, bagnando il cantante a fine concerto, un’idea ispirata dallo show di Beyoncé. Il cantante ha citato fra le altre fonti d’ispirazione anche Ed Sheeran, Rihanna, Sia. C’è insomma l’idea di proporre uno spettacolo pop internazionale. Ferro dice che è un po’ di Drake e un po’ di Tenco, che omaggia con “Mi sono innamorato di te”. Ma nei momenti in cui calca la mano con gli istrionismi somiglia piuttosto a Renato Zero.

Il tetto si abbassa e diventa una passerella in discesa dalla quale Ferro scende cantando “Il mestiere della vita”. L’effetto è da scalinata di Sanremo. Voce e strumenti sono distorti, non si sente granché bene, per lo meno dalla tribuna stampa. Peccato che l’ottima band formata da Luca Scarpa (piano e direzione), Davide Tagliapietra e Alessandro De Crescenzo (chitarre), Reggie Hamilton (basso), Christian Rigano (tastiere), Andrea Fontana (batteria) non sia valorizzata. Sono relegati ai due lati, sotto ai grandi schermi, spesso in ombra. Come avviene nelle produzioni internazionali, il concerto è basato su ritmo e cantabilità, più che sulla performance musicale, penalizzata dalla resa del suono in uno stadio. Il pubblico – per tre quarti di sesso femminile – non se ne cura. Canta in coro “Il regalo più grande”, apprezza il medley languido-sexy alla Prince che comprende “Hai delle isole negli occhi”, sovrasta la voce del cantante in “Sere nere”, balla per il medley con “E Raffaella è mia”, si esalta per le parti più melodrammatiche, in cui Ferro volta la testa con espressione sofferente e urla un teatrale “No!”.

La scaletta è lievemente diversa da quella della data zero a Lignano Sabbiadoro dell’11 giugno. “Adesso viene una parte nella quale ho bisogno di voi”, annuncia Ferro che guadagna il fronte del palco con i due chitarristi. Seduti su sgabelli, suonano “Imbranato”, “Troppo buono”, “E fuori è buio”. La pausa dura poco, comincia la parte più ballabile, dai ritmi più marcati che porta al finale di “Lo stadio”. Questa, dice il cantante, “l’ho scritta pensando alla notte che sarei venuto qua”. Saltano tutti, le gradinate tremano, è una tribu(na) che balla. Infine, le due scene finali: Tiziano Ferro che canta “Non me lo so spiegare” sopra il tetto semovente, a qualche metro di altezza, e la cascata d’acqua che lo investe durante “Potremmo ritornare”. “Se oggi sto un po’ meglio con me stesso è grazie a voi”, ribadisce prima di andare. Dopo due ore e un quarto, il Tiziano Ferro Pride è finito. Una voce all’altoparlante spiega al pubblico che sta per lasciare lo stadio cosa fare in caso di criticità.

(Claudio Todesco)

SCALETTA:
Il mestiere della vita
“Solo” è solo una parola
L’amore è una cosa semplice
Valore assoluto
Il regalo più grande
Medley: My Steelo / Hai delle isole negli occhi / Indietro
La differenza tra me e te
Ed ero contentissimo
Sere nere
Xdono
Medley: Il sole esiste / Senza scappare mai più / E Raffaella è mia
Ti scatterò una foto
Medley: Imbranato / Troppo buono / E fuori è buio
Per dirti ciao!
La fine
Lento/Veloce
Rosso relativo
Stop! Dimentica
Xverso
Alla mia età
L’ultima notte al mondo
Mi sono innamorato di te
Incanto
Lo stadio

Bis:
Il conforto
Non me lo so spiegare
Potremmo ritornare

Scheda artista Tour&Concerti Testi
30 mag
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.