La 'Sala giochi' di Filippo Graziani, che riscopre il synthpop anni '80 e si fa ritrarre da Tanino Liberatore

La 'Sala giochi' di Filippo Graziani, che riscopre il synthpop anni '80 e si fa ritrarre da Tanino Liberatore

"In questi tre anni ho suonato tanto, mi sono concentrato molto sull'attività live. E poi mi sono preso, con tutta comodità, il tempo per scrivere i pezzi, trovare le persone giuste con cui collaborare. Volevo fare qualcosa di sensato, non avevo fretta": a parlare è Filippo Graziani, che a tre anni di distanza dalla partecipazione - tra le "Nuove Proposte" - al Festival di Sanremo e dall'uscita del suo primo disco torna sulle scene con un nuovo lavoro, "Sala giochi".

L'album ha visto il cantautore romagnolo lavorare gomito a gomito con Simone Papi, arrangiatore già al fianco di Raf, Laura Pausini e Umberto Tozzi: "Conosceva la strada che volevo intraprendere con questo disco", spiega Graziani, "volevo trovare il giusto tipo di suono e sono tornato ad ascoltare il synthpop anni '80. Il sintetizzatore mi ha sempre attratto". Il riferimento agli anni '80 torna, non a caso, anche nel titolo del disco: "Ascoltando le canzoni mi sono reso conto che c'erano proprio i suoni di quella decade: mi sembrava una vera e propria sala giochi".

Rispetto al precedente, "Le cose belle", questo secondo disco è - a detta di Graziani - meno istintivo: "Questi tre anni sono stati anni di rivoluzione che sono serviti a farmi ragionare di più. 'Sala giochi' è un album nato in casa, sulle colline romagnole, a chilometro zero. Con le nuove tecnologie puoi fare quello che ti pare, puoi comporre il disco come se fosse un tetris: ti danno l'opportunità di aggiungere, togliere. Io, quando scrivo, metto blocco su blocco: parto dalla musica, poi l'arrangiamento e, infine, la voce: lo studio mi è servito per lo più a pulire gli angoli, a limare le piccole imperfezioni".

Per questo suo nuovo lavoro, Filippo Graziani si è affidato all'etichetta svizzera Farn Music (su distribuzione Universal): "È bello quando trovi persone che hanno ancora voglia di parlare di musica: per me era importante trovare qualcuno che avesse voglia di investire sui dischi", dice lui. Nel booklet del disco è contenuto anche un ritratto del cantautore realizzato dall'illustratore Tanino Liberatore, già autore di copertine di album come "The man from Utopia" di Frank Zappa (che lo definì "il Michelangelo del fumetto") e "Agnese dolce Agnese" di papà Ivan: "Mi ha fatto un grande regalo mettendo una ciliegina sul discorso degli anni '80, disegnatore perfetto di quegli anni".

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