Alcune cose che potreste non sapere di Beck (nel giorno del suo compleanno) (1 / 10)

Alcune cose che potreste non sapere di Beck (nel giorno del suo compleanno)

La cifra del genio di Beck, chi non abbia troppa confidenza col bagaglio indie/lo-fi che inevitabilmente serve per coglierla, la può misurare con l'"incidente" che segnò l'edizione 2015 dei Grammy Awards: quando al cantautore losangelino venne consegnata la statuetta di "Album dell'anno" - il più ambito tra quelli previsti dagli Oscar della musica americani - per il suo "Morning Phase" Kanye West, in uno dei suoi accessi d'ira mescolata a insano entusiasmo, piombò sul palco per strappargli dalle mani il premio, sostenendo che l'onorificenza, per ragioni più che evidenti ma delle quali era al corrente solo lui, l'avrebbe meritata Beyoncé.

Guardate bene il filmato. Un minaccioso Kanye West prima si avvicina, poi - resosi conto della magra figura in mondovisione - fa immediatamente marcia indietro. Lui, invece di guardare con odio e sospetto l'intruso, quasi gli corre dietro, invitandolo a tornare sul palco.

Qualche giorno dopo le star internazionali del rock si mobilitarono, ovviamente in favore della voce di "Loser" che tanto "loser", a questo punto, non era più. Shirley Manson dei Garbage si produsse in una dura reprimenda nei confronti di Yeezus, e Gene Simmons dei Kiss, addirittura, invitò il cantante di "Devil's Haircut" a prendere "a calci nelle palle" il molesto concorrente. Lui, prima ancora di ricevere la solidarietà dei colleghi, in pochissime parole chiuse la faccenda con un'eleganza invidiabile:

"Ero entusiasta di vedere Kanye West venire verso di me. Merita di stare sul palco più di chiunque altro. E quanti grandi dischi Beyoncé ha pubblicato negli ultimi cinque anni? Era lei che doveva vincere, non io. Andiamo, ragazzi! E' Beyoncé. Non ce l'ho con Kanye, davvero: lo considero ancora un genio"

La vera differenza tra Beck e tanti altri artisti, pur bravi e meritevoli, è proprio questa: lui ha talento, classe e capacità smisurate, ma non si è mai preoccupato di farle pesare. Anzi, ha sempre cercato di lasciarle in secondo piano, come fossero un requisito necessario e sufficiente per fare il lavoro che fa - e dovrebbero esserlo, sì: ma coi tempi che corrono... - preferendo celarle dietro una patina di sottile ironia, unico vero fil rouge in una carriera talmente sfaccettata da meritare pagine e pagine di commento, che pure risulterebbero pleonastiche. Per festeggiare il suo 49esimo compleanno, che cade proprio oggi, 8 luglio, abbiamo pensato di offrirvi una sintesi della tappe fondamentali che hanno portato uno slacker - così chiamavano negli anni Novanti quelli talmente scazzati da non avere nemmeno la forza (o la voglia) di rifugiarsi nel nichilismo del grunge - destinato a una carriera da perenne outsider a essere una delle voci più limpide e autorevoli del moderno cantautorato americano. Buona lettura! (continua)

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