Una carriera lunga, iniziata nel 1975, sostenuta da un’attitudine solida, un’etica improntata al duro lavoro on the road e in studio, tutto all’insegna del rock più muscolare e coinvolgente. Signori e signore, dalla quieta Svizzera i Krokus, che sono in pratica l’anima rock più scatenata di quel Paese così ordinato e inquadrato.
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Qualcuno, soprattutto nei primi anni Ottanta, li bollava come meri seguaci del sound degli AC/DC, relegandoli ingiustamente al ruolo di bravi imitatori. In realtà i Krokus hanno uno spettro musicale molto ampio e una definizione simile è troppo riduttiva. Lo dimostra il loro album più acclamato, quell’”Headhunter” pubblicato nel 1983 che li ha portati anche nella classifica di vendite di “Billboard” e li ha fatti conoscere al grande pubblico statunitense con un sound più rotondo, virato su sfumature AOR.
Ma i Krokus hanno anche battuto i sentieri del glam rock (“The Blitz”), l’heavy rock alla Alice Cooper, il metal e il prog… insomma, non hanno mai lesinato in varietà e voglia di sperimentare. E tutto ciò nonostante una formazione che ha visto davvero molti avvicendamenti – con le conseguenti ripercussioni e aggiustamenti nel sound, che è comunque rimasto fedele all’impronta Krokus, pur mostrando evoluzioni e cambiamenti.
La loro discografia è nutritissima e consta di circa 20 album (sono 18 nel 2017, con l’uscita del nuovo “Big Rocks”: 20 lavori da ascoltare e conoscere, che raccontano una storia musicale sfaccettata, umana, vera. Come la musica dei Krokus.