One Love Manchester, i retroscena sulla nascita del super-concerto contro il terrore di domenica 4 giugno

One Love Manchester, i retroscena sulla nascita del super-concerto contro il terrore di domenica 4 giugno

L'evento che catalizzerà l'attenzione del mondo intero, la prossima domenica 4 giugno, facendo diventare - anzi, tornare - Manchester al centro dell'attenzione della comunità musicale mondiale dopo il sanguinoso attacco terroristico dello scorso 22 maggio è stato organizzato in soli nove giorni. Ed è "figlio" di Ariana Grande, la cantante americana che quella maledetta sera era sul palco della Manchester Arena, dove un ordigno azionato dal ventiduenne di origine libica Salman Ramadan Abedi ha mietuto 22 vittimi, gran parte delle quali giovanissime.

A fare luce sui retroscena dell'evento benefico in programma tra pochi giorni presso lo stadio del cricket Emirates Old Trafford, nella città che diede i natali alla scena Madchester, è stata l'edizione online di Billboard.

Sono passate poche ore dall'attacco e ad Ariana viene l'idea di organizzare qualcosa per aiutare le famiglie dei suoi fan rimasti vittima dell'attentato: la cantante ne parla col suo manager, Scooter Brown, che per prima cosa chiama Michael Rapino, il numero uno a livello mondiale del colosso del live entertainment Live Nation. Il promoter, a sua volta, attiva due colleghi "locali", Melvin Benn di Festival Republic (agenzia controllata direttamente da Live Nation) e Simon Moran di SJM Concerts.

Non rimaneva che il cast, ma coinvolgere artisti di primissimo piano - per un'iniziativa del genere - non si è rivelato difficile: a parte Justin Bieber, anche lui con la Grande parte della scuderia di Brown, le adesioni sono piovute quasi naturalmente, componendo così il cartellone di profilo stellare che vede allineati i nomi di, tra gli altri, Coldplay,  Katy Perry, Miley Cyrus, Pharrell, Usher, Take That e Niall Horan.

Restava, però, un problema. A Manchester il calcio è una religione e a guastare la festa poteva essere lo United, che proprio il 4 giugno, contestualmente all'inizio della maratona musicale, aveva programmato presso il suo stadio - distante appena 600 metri dall'Old Traffort del cricket - un'amichevole per festeggiare il ritiro del giocatore Michael Carrick. "Il calcio è una cosa seria, e non è stato facile spostare dalle 4 alle 2 e mezza un incontro per il quale erano già stati venduti 70mila biglietti", ha spiegato Benn. Ma il team ha compreso, dando il suo consenso ad anticipare l'evento sportivo.

Strada spianata, invece, da parte dei vertici della BBC, che trasmetterà in diretta in forma integrale l'evento: secondo quanto riferito da Benn i piani alti dell'emittente britannico non hanno esitato nello stravolgere il palinsesto domenicale per dare spazio al mega-evento.

Ultimo, ma forse più importante, restava il nodo riguardante la sicurezza: oltre 50mila persone radunate in uno stadio sarebbero diventate qualcosa di più di un soft target agli occhi di squilibrati ed estremisti. "La prima chiamata che abbiamo fatto è stata al capo della polizia di Manchester", ha spiegato Benn: "Se ci avesse detto che non avremmo potuto farlo, non l'avremmo fatto. La sua risposta è stata l'esatto contrario: 'Credo sia fantastico che Ariana voglia fare questo concerto e noi non mancheremo di fare la nostra parte', ci ha detto, nonostante l'incredibile mole di lavoro per raddoppiare la sorveglianza nel luogo dell'evento. L'attenzione da parte delle autorità sarà massima, perché vogliamo che la gente che verrà al concerto si senta il più sicura possibile non solo allo stadio, ma anche visitando la città".

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