Ritrovare la pace dopo anni invadenti: Fabrizio Moro al PalaLottomatica di Roma, la recensione

Ritrovare la pace dopo anni invadenti: Fabrizio Moro al PalaLottomatica di Roma, la recensione

"Ci sono dei momenti in cui hai difficoltà a trovare un percorso soddisfacente per i tuoi passi, dei momenti in cui non sai chi sei. E non c'è un'età: può succedere in qualunque momento della vita. In quel momento hai tanta paura di vivere", sussurra Fabrizio Moro al microfono, prima di cantare "Sono anni che ti aspetto", il singolo che ha rappresentato il primo vero tassello del suo nuovo album, mesi prima della partecipazione al Festival di Sanremo con "Portami via". Quei momenti, lui, li ha vissuti e superati: nel disco uscito lo scorso marzo (qui la nostra recensione) il cantautore romano racconta proprio di come sia riuscito a ritrovare una sorta di equilibrio dopo anni di turbolenze. Emblematicamente, è proprio con i versi di "Pace" che Moro apre il primo dei due concerti al PalaLottomatica di Roma: "Cerco solo il modo di trovare la pace che non ho". Un grido d'aiuto, un desiderio urlato.

Dopo l'anteprima dello scorso mese a Milano e dopo l'esibizione sul palco del Concerto del Primo Maggio, nel palasport romano il cantautore ritrova lo zoccolo duro del suo pubblico, gli "amici del Moro" - così si chiamano i ragazzi del fanclub ufficiale, quelli che lo seguivano anche quando si esibiva su piccoli palchi, di fronte a una cinquantina di persone. Il concerto, più che una data del tour in supporto al nuovo album, ha l'aria di essere una festa, un raduno con i suoi fan. Te ne accorgi dal modo con cui, con le sue canzoni, Moro dialoga con il suo pubblico, colmando gli ampi spazi del palasport, facendo sentire vicini al palco anche i fan seduti sugli spalti del terzo anello (la piccionaia, per intenderci) e coinvolgendo nella festa anche chi, magari, ha cominciato a seguirlo solo in tempi recenti.

Se è vero che "Pace" ha chiuso - per certi versi - la prima parte della carriera di Fabrizio Moro e ne ha aperta un'altra, sul palco del PalaLottomatica Moro fa il punto della situazione: ripercorre quello che è stato il suo percorso fino ad oggi e al tempo stesso racconta ai suoi fan questa apertura. Lo fa alternando continuamente presente e passato: il nuovo disco viene suonato per intero, ma accanto alle nuove canzoni troviamo bandierine fisse come "È solo amore", "Il peggio è passato", "Eppure mi hai cambiato la vita" e "Libero".

La band, composta da Andrea Ra (basso), Alessandro Inolti (batteria), Claudio Junior Bielli (tastiere), Roberto Maccaroni e Danilo Molinari (chitarre), dà il meglio di sé nei pezzi più rock - su tutti "L'inizio" e "Sono come sono", con il suono delle chitarre che si fa elettrizzante - ma il momento migliore del concerto è il set acustico in cui Moro si fa accompagnare al pianoforte da Claudio Bielli e interpreta canzoni più intimistiche come "Intanto", "Sono solo parole", "Il senso di ogni cosa", "È più forte l'amore" (in duetto con Bianca Guaccero) e "Un'altra vita" (in duetto con Elodie), prima di chiudere il concerto con la sanremese "Portami via", "Pensa" e "Parole rumori e giorni". Questa sera, sabato 27 maggio, il secondo appuntamento romano, sempre al PalaLottomatica, prima della serie di date estive (qui il calendario).

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Pace"
"L'essenza"
"È solo amore"
"Tu"
"Il peggio è passato"
"La felicità"
"Alessandra sarà sempre più bella"
"Tutto quello che volevi"
"Eppure mi hai cambiato la vita"
"Giocattoli"
"L'eternità"
"Semplice"
"Sono anni che ti aspetto"
"Andiamo"
"L'inizio"
"Libero"
"Da una sola parte"
"Sono come sono"

"Intanto"
"Sono solo parole"
"Il senso di ogni cosa"
"È più forte l'amore" (con Bianca Guaccero)
"Un'altra vita" (con Elodie)

"Portami via"
"Pensa"
"Parole rumori e giorni"

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