Classifiche UK: il botto di Band Aid 20 e la tenuta degli U2. Rientra Ice Cube

Classifiche UK: il botto di Band Aid 20 e la tenuta degli U2. Rientra Ice Cube
L'argomento musicale del quale più si parla in Gran Bretagna in questi giorni è indubbiamente la nuova cover di "Do they know it's Christmas?". La canzone benefica voluta da Bob Geldof nel ventesimo anniversario della sua versione originale, alla quale è "sopravvissuto" il solo Bono, sta generando un florilegio di articoli e ne discutono sia i quotidiani popolari (per inciso, l'idea di rifare il pezzo del 1984 era venuta proprio ad uno di essi) sia i cosiddetti "quality papers", dal Times al Guardian. I negozi ne avevano ordinate 1 milione di copie. Novantacinquemila vendute il primo giorno (ma pare che siano 72.000), trecentomila in sette, anche se l'originale in sette era già a quota ottocentomila. Numeri che ovviamente fanno deflagrare il disco al primo posto della nuova chart britannica. Dimenticato il goffo Band Aid II del 1989 con i Wet Wet Wet ed i Bros, il Band Aid 20 per certi commentatori ha assemblato un remake che, musicalmente, è quasi imbarazzante. Nessuno mette in discussione la nobiltà dell'intento, che poi è quello di dare sollievo alle popolazioni del Darfur sudanese colpite dalla carestia, ma c'è chi si domanda se non sarebbe meglio, con i soldi raccolti, cercare di creare posti di lavoro invece che inviare un po' di sacchi di riso e mettersi a posto la coscienza. Comunque il premier britannico Tony Blair ne ha comprate due copie in un negozio di Edimburgo, la gente corre ad acquistarlo ed ora si parla (per il 2005) del Live Aid 2. Al secondo posto della classifica dell'Union Jack spunta a sorpresa "You can do it" di Ice Cube; il rapper old skool, da anni più impegnato nell'ambito cinematografico che non in quello musicale, non si ritrovava così in alto da tempi quasi immemorabili. Cede una tacca ed è terzo "Lose my breath" delle Destiny's Child, retrocede dalla prima posizione alla quarta "I'll stand by you" delle Girls Aloud. Chiude la Top 5 una nuova entrata, "Boulevard of broken dreams" dei Green Day, il successore del fortunato "American idiot". New entry anche al 6, con "Unwritten" di Natasha Bedingfield, con "If there's any justice" di Lemar che passa dal 3 al 7. All'8 spunta "Killamangiro" dei Babyshambles, il gruppo in cui milita Pete Doherty, il cantante espulso dai Libertines. Giù dal 5 al 9 "Tilt ya head back" di Nelly con Christina Aguilera, infine completa la Top 10 l'ultima nuova entrata, "Drop it like it's hot" di Snoop Dogg. Scivola dal 4 al 15 "Ride it" di Geri Halliwell, entra al 20 "Rip it up" dei Razorlight, si ferma al 29 "Right to be wrong", il nuovo di Joss Stone.
Per quanto riguarda gli album, tiene agevolmente il primo posto "How to dismantle an atomic bomb", il primo album degli U2 dopo 4 anni. La concorrenza non è particolarmente agguerrita; i giochi per il mercato natalizio sono ormai più o meno fatti e per Bono e soci i rischi sono relativi. Robbie ed Eminem si scambiano posizioni: il "Greatest hits" dell'Uomo di Stoke passa dal 3 al 2 ed il white rapper scende dal 2 al 3. Risale di una tacca il gruppo pop-opera Il Divo, ora quarto dal quinto, in un nuovo scambio; è quello con "Ultimate Kylie" della Minogue, dal quarto al quinto. Il gruppo femminile delle Girls Aloud, dato per spacciato all'indomani del primo singolo in quanto messo assieme per una disfida televisiva di due anni fa, si prende un onorevole sesto posto con "What will the neighbours say". Il "Greatest hits" di Shania Twain passa dal 6 al 7, debutta all'8 "Time to grow" di Lemar, che qualcuno ha paragonato addirittura ad Otis Redding. Rimbalza dal 16 al 9 "Songs about Jane" dei Maroon 5, chiude al 10 "10 years of hits" di Ronan Keating. Cade dal 9 al 19 "Destiny fulfilled" delle Destiny's Child. Debutta basso, al 24, "Irish son" di Brian McFadden; l'ex Westlife aveva avviato la sua carriera solista con due singoli in Top 10.
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