NEWS   |   Industria / 29/05/2017

E' la Rete, non la giungla: Web, streaming e diritti, cosa c'è da sapere - SIAE Faq, episodio 5

E' la Rete, non la giungla: Web, streaming e diritti, cosa c'è da sapere - SIAE Faq, episodio 5

Quando sentite parlare in termini allarmistici di "giungla del Web" fate un respiro e non agitatevi: se siete musicisti o autori con le nuove possibilità offerte dall'universo digitale dovete scenderci a patti, perché - lo dicono molto chiaramente i dati diffusi dalle associazioni di categoria discografiche di tutto il mondo - il futuro dell'industria musicale passa necessariamente da lì.

Quindi cosa rispondere ai tanti che ci chiedono...

I miei brani sono disponibili su Spotify e iTunes: SIAE mi tutela?

Sì, Spotify e iTunes hanno regolare licenza con SIAE e riconoscono quindi un compenso per ogni brano musicale utilizzato che SIAE ripartisce agli aventi diritto.

Il quinto appuntamento con le domande dei lettori che si (e ci) pongono nell'affacciarsi da professionisti sul panorama musicale merita però un ulteriore approfondimento.

Cosa sono, esattamente, Spotify, iTunes, Deezer e le altre piattaforme alle quali ci connettiamo per ascoltare (o scaricare) musica?

Realtà come queste posso essere definite Digital Music Provider, e offrono servizi che possiamo dividere in tre grandi categorie: servizi free (gratuiti) supportati dalla pubblicità; servizi in abbonamento che seguono la logica “all you can eat” quindi infiniti ascolti a una determinata quota di euro al mese; servizi pay per use (per esempio download, dove si paga solo ciò che si compra).

Il valore del diritto d’autore su questo scenario è sempre rapportato ai ricavi dell’utilizzazione ed è diverso a seconda della categoria del servizio musicale offerto: elemento chiave per la ripartizione degli incassi per la musica online sono i rapporti forniti dai Content Provider stessi e la modalità di  ripartizione è analitica. Questo significa che i diritti riscossi sono attribuiti agli autori ed editori delle opere presenti nei report delle utilizzazioni proposti dai licenziatari. Questo criterio generale è puntualmente applicato nel caso dei servizi streaming on demand per i quali i servizi musicali come Spotify consegnano regolarmente gli elenchi delle opere con il numero delle visualizzazioni; questi report sono la base per la riscossione e la ripartizione dei compensi.

Tutto chiaro? Bene, quindi, a questo punto, ci si potrebbe chiedere...

Quali altri Digital Music Provider multinazionali hanno rapporti diretti con SIAE?

SIAE è tra le società di autori che, sin dal 2008, sono attive nel mercato delle licenze multiterritoriali, per servizi musicali come iTunes, Apple Music e Spotify. Questo impegno per ottenere royalty online più eque ed un ecosistema musicale più favorevole ai creatori è sostenuto anche dall’alleanza strategica con altre società, soprattutto la francese SACEM e la spagnola SGAE nel licensing Hub Armonia www.armoniaonline.com. La SIAE è tra i membri fondatori e negozia nel quadro di Armonia le licenze paneuropee con YouTube, Google e Deezer e con altri servizi musicali emergenti.

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