I Depeche Mode con il "Global Spirit Tour" a Nizza: la recensione

I Depeche Mode con il "Global Spirit Tour" a Nizza: la recensione

Era ottobre quando la band capitanata da Dave Gahan presentò a Milano il progetto di un tour, senza ancora un album all’attivo, ma solo con una lunghissima lista di date europee. Nel frattempo è uscito a febbraio il singolo “Where's the Revolution”, seguito  a marzo dall’album “Spirit” (qui la nostra recensione). Siamo finalmente arrivati al Global Spirit Tour: dopo il debutto a Stoccolma lo scorso weekend, ieri, 12 maggio i Depeche Mode hanno fatto tappa a Nizza.

Questa in Costa Azzura è la quarta tappa, ma la prima all’aperto in uno stadio dopo i palazzetti di Svezia, Olanda e Belgio. Il tempo non è dei migliori, le temperature basse, ma per fortuna all’ora del concerto la pioggia del pomeriggio è solo un ricordo. Alle 21 salgono sul palco uno alla volta, quasi in punta di piedi, i Depeche Mode che decidono di aprire con due canzoni, “Going backwards” e “So much love”, tratte da “Spirit".

Colpisce subito l’eleganza di Dave Gahan, con l’immancabile giacca e il gilet pronto ad essere esibito e, dall’altra parte, la pacatezza di Martin Gore, che compensa l’esuberanza e il carisma del primo. Alle loro spalle sul mega maxi schermo scorrono i video di Anton Corbijn, che da molti anni si occupa della loro parte visuale sia come regista che come fotografo.

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Il salto nel passato arriva subito con il terzo brano “Barrel of a gun” del 1997 e “A pain that i'm used to” del 2006, entrambi molto apprezzati dal pubblico francese, incitato da un Dave Gahan, che non smette di ballare. La scaletta si articola tra nuove canzoni come “Corrupt” e “Cover me” e classici immancabili come “In your room”, “World in my eyes”, a cui segue “Home” cantata come sempre da Martin Gore ma in questo tour in versione full band - seguita da “A question of lust”, suonata invece solo con l’accompagnamento del piano.

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Da qui in poi è un susseguirsi di emozioni che i francesi conoscono a memoria da “Everything counts” (assente dal tour del 2006) all’apoteosi di “Enjoy the Silence” e la coreografia delle mani alzate nel finale di “Never let me down again” con Dave Gahan che spara (letteralmente) delle magliette con una pistola ad aria compressa.

Poi arriva la vera novità di questo tour, l'omaggio emozionante che il gruppo inglese vuole rendere a David Bowie, loro mentore, nonché punto di riferimento per gli inizi della loro carriera. "Heroes" è molto di più di una cover, è una vera preghiera: viene spogliata delle chitarre ed è quasi sussurrata da Gahan.
Il tempo di una pausa e il finale del concerto è affidato a tre canzoni che ogni fan vorrebbe sentire dal vivo: "Walking in my shoes”, “I feel you” e soprattutto “Personal Jesus” in chiusura.

I Depeche Mode sono una garanzia dal vivo da oltre 30 anni: anche in questa estate 2017 affollata come non mai di concerti puntano ad essere tra gli eventi imperdibili.  Per l'Italia bisogna aspettare poco più di un mese con i tre gli appuntamenti negli stadi, il 25 a Roma, il 27 a Milano e il 29 a Bologna

(Gianmatteo Bruno)

SCALETTA:
"Going backwards"
"So much love"
"Barrel of a gun"
"A pain that I'm used to"
"Corrupt"
"In your room"
"World in my eyes"
"Cover me"
"Home"
"A question of lust"
"Poison heart"
"Where's the revolution"
"Wrong"
"Everything counts"
"Stripped"
"Enjoy the silence"
"Never let me down again"
"Somebody"
"Walking in my shoes"
"Heroes"
"I feel you"
"Personal Jesus"

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