Con gli One Direction in pausa (indefinita) Harry Styles debutta come solista con un album che sembra rivolgersi più ai genitori, che alle ragazzine. Anticipato dal singolo "Sign of the times" (il Guardian, scrivendone, ha scomodato addirittura Bowie e i Queen), l'album del cantante contiene dieci canzoni lontane anni luce dall'universo-One Direction. Lo abbiamo ascoltato ed ecco cosa ne pensiamo:
"Harry Styles" è il disco di un ragazzo di 23 anni che sembra un disco di un uomo di 40 anni. Questo è il più grande pregio dell'album, ma è anche il suo più grande limite: perché se da un lato questa manciata di canzoni può far avvicinare Harry Styles anche a chi non ha mai ascoltato un disco degli One Direction, al tempo stesso è più difficile risultare credibile facendo questa musica, rispetto magari all'r&b in stile Frank Ocean che l'ex compagno di band Zayn Malik ha esplorato con il suo album d'esordio - ma ci riesce tranquillamente, Harry, a risultare credibile