Thegiornalisti, non c'è niente di male ad essere 'pop': ecco com'è stato il primo concerto nei palasport

Thegiornalisti, non c'è niente di male ad essere 'pop': ecco com'è stato il primo concerto nei palasport

Se siete figli degli anni '90 non potete non aver mai cantato almeno una volta nella vita la sigla di "Willy, il principe di Bel-Air", la sitcom americana che lanciò Will Smith. Ve la ricordate? Era una simpatica canzoncina hip hop in cui Willy, il protagonista, un vero svitato, si presentava al pubblico (nella versione in lingua inglese la cantava proprio Will Smith). Qualche tempo fa, sui social, girava una simpatica parodia del testo della sigla di "Willy, il principe di Bel-Air": il genio che l'ha scritta ha sostituito al personaggio di Willy quello di Tommy, Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti. E cominciava così: "Ehi, questa è la maxi storia di come la mia vita è cambiata, capovolta sotto sopra sia finita. Seduto su due piedi qui con te ti parlerò di Tommy, super fico di Fregene. Ascoltando gli Oasis con gli amici sono cresciuto, me la sono spassata, wow, che fissa ogni minuto! Le mie toste giornate filavano così, tra un film anni 80 e un giro di synth. Poi il mio disco prodotto un po' più pop andò proprio nelle orecchie dei produttori del nord; il più furbo ci volò, fece una pop star di me...".

Ecco: questa parodia è la migliore descrizione dell'ascesa del trio romano al successo "mainstream", migliore pure delle tante interviste fatte negli ultimi mesi a Tommaso Paradiso: dalle prime esibizioni sui palchi dei piccoli club (erano i tempi dei primi due dischi, "Vol. 1" e "Vecchio") al boom di "Completamente" (che li ha catapultati nei canali tradizionali, radio e tv). Se non ci fosse stata quella canzone probabilmente ora non staremmo qui a parlarne: ma "Completamente" è stata solamente il punto d'arrivo di un grande lavoro di squadra che negli ultimi mesi ha tenuto impegnata la band, il produttore (Matteo Cantaluppi), il management, la casa discografica e - perché no? - anche il pubblico (il fenomeno dei Thegiornalisti è stato uno dei pochi fenomeni discografici degli ultimi tempi su cui ha avuto un ruolo fondamentale il passaparola, anche via social).

Il concerto al PalaLottomatica (domani la replica al Mediolanum Forum di Assago, prima del tour estivo - qui le date) è una celebrazione della storia del trio fino ad oggi, un bel modo per festeggiare il successo "mainstream" insieme ai fan della prima ora e a chi ha cominciato ad ascoltare i Thegiornalisti da "Completamente" in poi. E così la scaletta mischia tra loro sia i pezzi di "Completamente sold out" - ormai conosciutissimi - sia le canzoni dei primi dischi (molto bello il medley acustico con "E menomale", "Autostrade umane" e "Io non esisto"). Sul palco non ci sono solamente i Thegiornalisti, non ci sono solamente le loro canzoni: c'è tutto il mondo che ruota intorno alla band e al suo frontman. Ci sono soprattutto gli anni '90 italiani e tutti gli emblemi "pop" di quella decade: dagli 883 agli Arbre Magique, passando per i film di De Sica e Boldi, Lorella Cuccarini, Ambra e "Non è la Rai", il Venditti di "Benvenuti in Paradiso", Luca Carboni e i suoi successi (non a caso tra gli ospiti del concerto, insieme a Calcutta, Elisa e Fabri Fibra). Perché non c'è niente di male ad essere "pop" e fa bene Tommaso a mandare più volte a fanculo gli haters, durante il concerto.

Ci si diverte, ci si diverte e basta. Si canta dalla prima all'ultima canzone: "Questo è il fomento, il fomento vero", dice Paradiso alla fine di "Pamplona", il duetto con Fabri Fibra. Ci si scatena sui pezzi più ritmati (come "Senza", "Fatto di te", "Il tuo maglione mio" e "Completamente"), ci si strugge su quelli più intimistici ("Io non esisto", "Proteggi questo tuo ragazzo"). Alla fine del concerto, dopo più di due ore di musica e quasi trenta pezzi, Tommaso Paradiso spalanca le braccia, incredulo, di fronte al pubblico: "Vorrei dedicare questo concerto a due persone. La prima è quella senza la quale forse ora non starei qui ed è Noel Gallagher. La seconda è suo fratello Liam", dice, e dal pubblico s'alza un boato.

Sembra incredibile: fino a sette mesi fa il nome dei Thegiornalisti era praticamente sconosciuto al grande pubblico e ora Tommy e compagni riempiono due dei palasport più grandi d'Italia. E no, non c'è niente di male ad essere "pop".

di Mattia Marzi

"Senza" (con Dario Faini)
"Gli alberi"
"Vieni e cambiami la vita"
"Mare Balotelli"
"Fine dell'estate"
"L'ultimo grido della notte"
"Disperato"
"Sbagliare a vivere"
"L'importanza del cielo"
Medley: "E menomale / Autostrade umane / Io non esisto"
"Proteggi questo tuo ragazzo" (con Luca Carboni)
"Luca lo stesso" (con Luca Carboni)
"Non caderci mai più"
"Fatto di te"
"Sold out"
"Per lei"
"Tra la strada e le stelle" (con Elisa)
"Il tuo maglione mio"
"Pamplona" (con Fabri Fibra)
"Non odiarmi"

BIS:
"Promiscuità"
"Completamente"
"Balla"

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