Dream Syndicate, un nuovo album dopo quasi 30 anni e tre concerti in Italia

Dream Syndicate, un nuovo album dopo quasi 30 anni e tre concerti in Italia

I Dream Syndicate tornano quest’anno con un nuovo album (ancora senza titolo), il primo dopo quasi 30 anni. L’ultimo recapito discografico di studio della band californiana capitanata da Steve Wynn risale infatti al 1988 e si intitola “Ghost stories”. Il nuovo disco sarà portato in tour, anche in Italia. Sono tre gli appuntamenti che riguardano il nostro paese: il 25 ottobre allo Spazio 211 di Torino, il 26 al Circolo Magnolia di Milano e, infine, il 27 ottobre al Locomotiv di Bologna.

Del nuovo album Wynn dice: “A un certo punto durante la creazione del nostro nuovo disco ho detto ai miei compagni di band, ‘ehi, hai solo una possibilità nella vita di creare un primo album dei Dream Syndicate per la prima volta dopo 30 anni…Abbiamo sentito che le probabilità erano a nostro favore. Gli oltre 50 concerti che abbiamo suonato da quando ci siamo riuniti nel 2012 sono stati tra i migliori live che la band abbia mai suonato, il mix perfetto di improvvisazione e groove rock che è da sempre stato il marchio della band.”

Continua ancora: “Ho scritto alcune canzoni da portare ai Montrose Studios di Richmond, Virginia, dove ho lavorato spesso negli ultimi anni e ho ritenuto che fosse il rifugio perfetto dove poter tenere il nostro laboratorio di passato, presente e futuro. È il tipo di studio dove si può afferrare una chitarra, un sandwich, una tazza di caffè o una birra e passeggiare, pronti a lavorare a quasi tutte le ore del giorno. I Dream Syndicate, dopo tutto, non sono mai stati schiavi del tempo o dello spazio. La magia? Era lì. In poco meno di una settimana abbiamo registrato molto di più di quanto avevamo bisogno. Era ovvio che questo sarebbe diventato il quinto album deI Dream Syndicate.”

E lascia la chicca per il finale: “Oh, e c'era un'ultima sorpresa, un collegamento più perfetto al nostro passato a completamento del cerchio. Una delle più intriganti canzoni che abbiamo registrato era una trance ipnotica chiamata "Recurring". La canzone e il riff erano freschi, la registrazione della band era suggestiva e bella. Ma ho capito che non ero il giusto cantante per la canzone. E subito ho capito che il cantante perfetto sarebbe stata la nostra originale bassista Kendra Smith. La canzone, ora intitolata "Kendra's dream", è la coda perfetta per il disco, legando le estremità sciolte del passato e aprendole nuovamente al futuro.”

Dall'archivio di Rockol - That's what you always say (acustico, Live@Germi)
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