Michael Jackson, le lettere premonitrici a poche settimane dalla morte: 'Stanno cercando di uccidermi'

Michael Jackson, le lettere premonitrici a poche settimane dalla morte: 'Stanno cercando di uccidermi'

Secondo quanto riferito al programma televisivo australiano Sunday Night dall'uomo d'affari tedesco Michael Jacobshagen, il Re del Pop avrebbe spedito una serie di lettere ai propri familiari e ad alcuni amici poche settimane prima di morire nelle quali dichiarava di sentirsi minacciato e di temere per la sua vita: nelle missive, indirizzate tra le altre alla sorella LaToya e alla figlia Paris, Michael Jackson avrebbe esplicitamente scritto "Stanno cercando di uccidermi" e "Temo per la mia vita".

Jacobshagen, che intrattenne una relazione di amicizia durata due decenni con la star di "Thriller", ha spiegato di aver avuto un riscontro diretto dei timori del cantante: a sua detta, Jackson lo chiamò da una località non meglio precisata nei pressi di Las Vegas nel periodo delle prove dello show "It This It", che l'avrebbe visto tornare sulle scene con una monumentale residency da cinquanta date alla O2 Arena di Londra. "Era in piena crisi emotiva", ha spiegato Jacobshagen: "Mi diceva: 'Stanno cercando di uccidermi'".

Jackson consegnò all'amico, che lo raggiunse negli Stati Uniti, una nota autografa dove confessava le paura, senza però mai esplicitare l'identità di chi stesse attentando alla sua vita. Tra le lettere ritrovate, tuttavie, in alcune si fa riferimento a AEG Live, il colosso del live promoting che stava curando il ritorno della popstar sul palco: "Stanno facendo molta pressione su di me... Temo per la mia vita", sarebbe il messaggio contenuto in una lettera in possesso di Jacobshagen.

Le cause ufficiali della morte di Jackson sono state rintracciate in un'overdose di un forte sedativo, il propofol, somministratogli dal medico personale Conrad Murray, che per questa ragione fu radiato dall'ordine dei medici e condannato a una pena detentiva. Jacobshagen, tuttavia, non crede alla versione ufficiale comunicata dalle autorità, sostendendo che Jackson utilizzava il propofol da oltre dieci anni per trattare la forte forma di insonnia che lo affliggeva.

L'intervista a Jacobshagen verrà trasmessa in Australia e negli USA a partire dal mese prossimo, in concomitanza con l'ottavo anniversario della scomparsa di Michael Jackson.

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